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Kazakistan: voto, proteste e repressione per il dopo Nazarbayev

Kazakistan: voto, proteste e repressione per il dopo Nazarbayev
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REUTERS/Stringer
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Urne aperte tra le proteste in Kazakistan per eleggere il nuovo presidente. Elezioni anticipate, dopo che lo storico leader del Paese, Nursultan Nazarbayev, si è dimesso a marzo, lasciando il posto a un presidente ad interim da lui scelto Kassym-Jomart Tokayev, diplomatico.

Diversi e violenti gli scontri con la polizia - che ha affermato di aver arrestato almeno 500 manifestanti trascinati via per i piedi e caricati su pullman.

L'esito delle elezioni nel paese, dove le urne si sono chiuse alle 14 ora europea, appare scontato e questo rassicura Cina, Russia e i tanti partner commerciali di una Nazione che fonda la sua fortuna sul petrolio. A Nazarbayev che si è dimesso dopo 30 anni, all'età di 78, ma che continua a guidare il consiglio di sicurezza e il partito di governo, succederà senza sorprese proprio il presidente ad interim Tokayev.

Opposizione, proteste e arresti

Dei sei candidati dell'opposizione solo uno, il giornalista Amirzhan Kossanov, spicca.

Tuttavia durante la domenica elettorale tanti contestatori del regime degli oligarchi hanno protestato in diverse città per chiedere un cambio politico vero, ma la protesta, come altre delle settimane scorse, è stata repressa rapidamente. Le cronache raccontano di centinaia di arresti tra la capitale ed Almaty. Come sancisce l'ONG Human Right Watch, la possibilità di un cambio di rotta politico nella ex repubblica sovietica è ancora lontana.

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