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Attacco di Lione, l'uomo fermato non parla

 Attacco di Lione, l'uomo fermato non parla
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A Lione, non collabora lo studente di informatica di origini algerine fermato lunedì mattina e sospettato di essere l'autore dell'attentato di venerdì nel centro città.

Continuano intanto le perquisizioni nell'abitazione del ragazzo, che vive in una periferia della città. Lunedì sono stati fermati anche il padre, la madre e un fratello minore.

Resta a piede libero la sorella, ascoltata comunque dagli inquirenti.

Il ministro dell'Interno Christophe Castaner si è recato nuovamente a Lione per felicitarsi con le forze dell'ordine:

"Nelle ultime 72 ore, gli inquirenti si sono spesi totalmente in un'indagine difficile. Avevamo pochi elementi sufficienti però per permetterci di analizzare circa 300 telefonate con testimonianze e dati vari. Tutto è passato al vaglio degli inqurenti.

Sono stati passati al setaccio anche un gran numero di ore di video sui vari comuni limitrofi a Lione, e della stessa Lione, che hanno permesso di catturare l'uomo.

Christophe Castaner aveva annunciato su Twitter, questo lunedì mattina, il fermo in relazione all'attacco di venerdì scorso a Lione.

Poco dopo è stato reso noto che altre due persone erano in stato di fermo e sotto interrogatorio. Secondo la stampa locale, il principale sospetto - arrestato nel settimo arrondissement, mentre scendeva da un autobus - sarebbe un 24enne di origini algerine, studente di informatica, senza precedenti penali. Le altre due persone fermate sono il fratello minore e la madre. Il sospetto era già stato identificato domenica, ma la polizia ha preferito aspettare che uscisse di casa, temendo la presenza nell'appartamento di altri congegni esplosivi.

Il sospetto in bicicletta

Venerdì pomeriggio, intorno alle 17.30 è esploso un ordigno, di fronte a una panetteria della catena "Brioche Dorée", su rue Victor Hugo, una via centrale della cittadina francese. 13 persone persone sono rimaste lievemente ferite, tra loro anche una bambina di dieci anni. L'inchiesta è stata subito affidata alla procura antiterrorismo che, grazie alle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza, ha individuato un sospetto, lanciando subito un "appello a testimoni".

Il sospetto sarebbe un uomo sulla trentina, vestito con dei bermuda verde chiaro e una maglia verde scuro, con il viso coperto da occhiali da sole e un cappellino con visiera. Sarebbe arrivato sul luogo dell'esplosione e ripartito su di una bicicletta. Le telecamere hanno ripreso l'uomo mentre posa, verso alle 17.27, un sacchetto di cartone davanti alla boulangerie. Poco più di un minuto dopo, il pacco - bomba esplode. L'ordigno, conteneva una piccola quantità di TATP (perossido di acetone triciclico, utilizzato spesso dagli islamisti), chiodi e bulloni ed era provvisto di un detonatore a distanza.

Gli investigatori hanno tracciato il percorso del sospetto, grazie alle oltre 500 telecamere di videosorveglianza, installate nel centro della città. "Sappiamo che l'uomo è arrivato in bicicletta, ha lasciato un pacco per terra e se n'è andato", ha dichiarato Hubert Julien-Laferrière, deputato di La République En Marche, della seconda circoscrizione del dipartimento del Rodano. Le tracce del sospetto - secondo quanto annunciato dal procuratore di Parigi, Rémy Heitz - si perdono sulla strada del ritorno, lo stesso percorso fatto dall'uomo all'andata, sul Quai Claude Bernard, nei pressi dell'Università.