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Francia, il giorno più lungo di Lambert: stop a cure, poi riprese

Francia, il giorno più lungo di Lambert: stop a cure, poi riprese
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PHOTO AFP / COURTESY OF THE LAMBERT FAMILY
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Incredibile colpo di scena nel caso che da dieci anni è divenuto un simbolo del dibattito sul fine vita in Francia. Per la Corte d'appello di Parigi, a cui erano ricorsi ieri mattina i genitori contrari alla sospensione dei trattamenti che mantenevano in vita Vincent Lambert, bisogna riattaccare la spina. Nel pomeriggio, la Corte europea dei diritti umani aveva invece respinto il ricorso dei genitori, in assenza di "nuovi elementi". Mentre il presidente, Emmanuel Macron, aveva detto che la decisione non spettava a lui. La Corte d'appello di Parigi, nella serata di ieri, ha invece accolto a sorpresa il ricorso dei genitori, ferventi cattolici, che hanno invocato le raccomandazioni del Comitato dei Diritti dei disabili delle Nazioni Unite

L’eutanasia di Vincent Lambert era cominciata e i medici dell’ospedale universitario di Reims avevani iniziato ad interrompere l’alimentazione e l'idratazione al paziente tetraplegico 42enne, in stato vegetativo da oltre 10 anni, diventato il simbolo del dibattito sul fine-vita. Lambert non è attaccato ad una macchina, ma in stato di minima coscienza.

Il legale di Lambert: l'inizio di una "remontada"

Il legale dell'uomo, Jean Paillot, parla di "una grande vittoria, l'inizio di una 'remontada' - ha gridato in piazza a Parigi in mezzo a un gruppo di manifestanti ostili all'interruzione dei trattamenti -. La Francia è obbligata ad applicare le disposizioni della convenzione internazionale!".

I legali, dopo aver perso ormai sia nei tribunali francesi in ogni istanza, sia davanti alla Corte europea dei diritti umani, avevano fatto ricorso il 3 maggio al Comitato internazionale per i diritti dei disabili delle Nazioni Unite.

Tale istanza aveva chiesto allo Stato francese di attendere per 6 mesi l'esame del comitato "sul fondo" della questione. Il tribunale francese non aveva accolto la richiesta, ma in appello i genitori hanno ottenuto una vittoria, anche se soltanto sospensiva. Per altri sei mesi, tutto resta appeso alla decisione che arriverà dagli esperti Onu. Giornata di colpi di scena anche per Viviane Lambert, la madre di Vincent, che la mattina aveva gridato "mostri" ai giudici che avevano dato il via libera alla sospensione delle cure, e che poi ha parlato di "grandissima vittoria".

"Dopo tanti anni è un sollievo", aveva invece inizialmente detto François, nipote del paziente, per poi parlare mestamente di "sadismo" per il contrordine arrivato a fine giornata. La famiglia Lambert si è dilaniata dal 2013 sulla sorte di Lambert. La moglie di Vincent, Rachel, suo nipote e sei fratelli e sorelle hanno accettato la decisione dei medici. Pierre e Viviane Lambert, i genitori, vicini ai cattolici integralisti della Fratellanza sacerdotale San Pio X, sono invece ferocemente contrari, così come un fratello e una sorella di Vincent. Il medico curante, Vincent Sanchez, è stato colui che aveva ufficializzato la decisione di "staccare la spina", condivisa da almeno una ventina di equipe mediche durante questi anni di battaglia legale.

Tra Papa Francesco e Marine Le Pen

Durissime le parole con le quali gli avvocati dei genitori avevano reagito all'annuncio del medico, del quale hanno chiesto anche la radiazione dall'ordine. Dopo l'annuncio dell'inizio dello stato di sedazione profonda con sospensione dell'alimentazione, c'è stato anche un estremo, inutile ricorso dei genitori alla Corte europea dei diritti umani per far sospendere la procedura. La risposta è stata negativa, ricorso respinto perché "non sono stati forniti fatti nuovi": resta valido quanto prescritto dalla legge in vigore, approvata nel 2016, e cioè nessuna eutanasia o suicidio assistito ma l'autorizzazione alla sospensione dei trattamenti in caso di "ostinazione irragionevole". Senza nominare espressamente la vicenda Lambert, papa Francesco aveva twittato a metà giornata parole inequivocabili: "Preghiamo per quanti vivono in stato di grave infermità. Custodiamo sempre la vita, dono di Dio, dall'inizio alla fine naturale. Non cediamo alla cultura dello scarto". Nella settimana che precede le elezioni europee, il caso Lambert rischia di entrare di forza fra i temi di confronto fra i partiti: se il presidente Emmanuel Macron ha affermato di non volersi "immischiare" nella decisione, è stata Marine Le Pen a impadronirsi subito del tema, prima dell'ennesimo pronunciamento dei giudici: "E' una decisione che condanna Vincent a morte, non siamo in presenza di accanimento terapeutico".