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Svizzera, referendum sulle armi

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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Tra le consultazioni di domenica fa discutere quella sulla Direttiva Armi europea

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Tra i referendum che domenica chiameranno alle urne gli elettori svizzeri fa discutere quello che chiede di respingere la Direttiva armi approvata dall'Unione europea e che restringe le norme sul possesso di armi automatiche. Una condizione necessaria per restare nell'area Schengen. I promotori del referendum, come Martin Fricker, alla testa dell'associazione "Svizzera spara" parla del dirtitto secondo lui ancestrale di portare armi. Un diritto che "è fondamentale, proprio come la libertà di espressione".

Componenti delle armi tracciabili, per contrastare il mercato nero

In base alle nuove norme, ogni componente delle armi deve essere tracciabile, in modo da contrastare il mercato clandestino, e si introduce la necessità di avere uno specifico permesso per l'acqusto di armi automatriche. Per le armi sportive, infine, si prevedono controlli e verifiche ogni cinque anni. I sostenitori della legge sottolineano che rendere più difficile l'acquisto e il possesso di un'arma non equivale al disarmo generalizzato. Nel paese, di otto milioni di abitanti, si stimano in oltre due milioni le armi possedute dai privati.

Sondaggi: SI in testa

I sondaggi della vigilia danno ampiamente in testa i Si. Ma se a sorpresa dovessero prevalere i No, la Svizzera diverrebbe incompatibile coi requisiti dell'area Schengen. Una prospettiva capace di preoccupare molti. "La Svizzera ha bisogno di Schengen più di quanto Schengen abbia bisogno della Svizzera. È un fatto automatico: se passa il No Schengen fallisce. È un po' la nostra Brexit", dice Beat Flach, del Partito liberale verde.

Svizzera, supermercato delle armi per la ndrangheta

Finora il mercato svizzero delle armi è stato sfruttato con successo dalla criminalità. In numerose indagini è emersa la facilità con cui le mafie, ndrangheta in testa, si siano varie volte approvvigionate di mitragliatori e fucili automatici importandoli clandestinamente dalla Confederazione.

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