L'Ungheria non è un paese per migranti

L'Ungheria non è un paese per migranti
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L'Ungheria, il più blindato paese europeo refrattario ai migranti, rivela che la galassia dei sovranisti che vogliono fare dell'Europa una fortezza inespugnabile, non è solo appannaggio del premier ungherese Victor Orban. La difesa tattica antimigrante è gestita anche dai sindaci che hanno rilazato la cortina di ferro, questa volta sui confini meridionali d'Ungheria, come Laszlo Torczkai adesso candidato del Movimento Patria nostra.

Laszlo Torczkai, sindaco di Asotthalom: "In Europa ci si distingue fra pro-migranti e anti-migranti. Questo è il punto cruciale e il messaggio principale della campagna politica in corso. All'interno di questi fronti ci sono molte differenze che alimentano un ampio dibattito che esiste anche fra il l partito che guido io e Fidesz. Ma su questo punto specifico siamo d'accordo, la migrazione non passerà."

La luna di miele fra Orban e Salvini

Un dato certo di queste elezioni è l'asse Salvini-Orban, leader politici che condividono molte ispirazioni, certo l'Ungheria più dell'Italia è alla sbarra per abusi nei confronti dei richiedenti asilo. Due giorni fa l' Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha denunciato l'Ungheria per aver costretto con la forza due famiglie afghane di richiedenti asilo ad abbandonare il Paese.

Il momento delle scelte antidemocratiche

"Il più grande successo politico di Viktor Orban - spiega l'analista Gabor Gyori - sta nelle sue scelte antidemocratiche di lotta all'emigrazione e conferma che i due elementi sono inseparabili, inoltre secondo lui bisogna ricorrere a mezzi liberticidi per indebolire i controlli esterni e gli equilibri che limitano il potere del governo perché altrimenti la migrazione avrebbe investito anche l'Ungheria - mentre in realtà non c'è alcuna connessione tra le due cose."

24 migranti al giorno bussano alla porta di Budapest

Intanto il flusso di migranti che attualmente bussa alla porta dell'Ungheria è composto da 24 persone al giorno eppure nonostante il congelamento della rotta balcanica la paura del migrante domina la campagna elettorale d'Ungheria.