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Roadtrip: Romania, tra speranze per il futuro e lotta alla corruzione

Roadtrip: Romania, tra speranze per il futuro e lotta alla corruzione
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La carovana di Road Trip arriva in Romania dalla Bulgaria. I giornalisti di EuronewsApostolos Staikos e Bryan Carter consegnano il testimone ai colleghi Damon Embling e Gabor Tanács a Bucarest, nella piazza dove ebbe inizio la rivoluzione dell'89. Ex paese comunista, la Romania ha visto la sua economia profondamente trasformata dopo l'adesione all'Unione europea. All'epoca, il paese registrava un tasso di disoccupazione record, ma le disuguaglianze economiche sono tuttora enormi: circa un terzo della popolazione vive in stato di povertà e le infrastrutture, come le strade, sono ancora lotane da un pieno sviluppo.

Al momento, la questione più sentita nel paese riguarda senz'altro la corruzione: "la Romania - dice Damon Embling - è percepita al momento come uno dei paesi più corrotti d'Europa". "È un problema comune dei paesi post-sovietici - ribatte Gabor - dove truffare lo stato era una delle strategie di maggior successo. Questa è una mentalità profondamente radicata nella società ed è, almeno in parte, alla radice del problema".

Gli sforzi della Romania per combattere la corruzione sono però sotto gli occhi mondo in questo momento, con un grande referendum sulla giustizia che si terrà nel periodo delle elezioni europee. "In sostanza - sottolinea Damon - il presidente sta cercando di fermare l'approvazione di una nuova legislazione fortemente voluta dai socialdemocratici al potere, che secondo alcuni è stata progettata per fermare i casi di corruzione".

Nella piazza dell'Università, i romeni dimostrano di essere degli ottimi conversatori, con un grande cuore e una nota d'amarezza di fondo. "L'Unione europea - dice una donna di mezza età, che parla tenendo in braccio il nipote - può aiutarci quanto vuole, ma se non possiamo aiutare noi stessi, allora è tutto inutile. La corruzione è ovunque, dall'alto in basso".

Vlan, un giovane universitario, ci parla invece dei crescenti flussi migratori che stanno portando molti suoi coetanei a cercare fortuna all'estero. "I rumeni saranno sempre rumeni - dice - ovunque vadano. Possono vivere nel Regno Unito, possono vivere in Francia, possono anche vivere al di fuori dell'Unione europea, non importa, perché siamo tutti rumeni nel cuore. È solo che non possiamo fare una bella vita qui". "I nostri redditi sono tra i piu bassi d'Europa" gli fa eco una sua collega. "I datori di lavoro pensano che trasferirsi qui sia più economico e questo non è giusto.

Una prospettiva diversa la fornisce un insegnante di storia all'università: "Il comunismo qui era come una guerra. Per noi, l'Europa è buona. Che le cose inizino a funzionare davvero ora, o tra venti, cinquant'anni... non lo so. Ma oggi, l'Europa è una soluzione".

La pressione e le aspettative sono elevate e la Romania guarda al futuro. La sfida non è solo liberare il paese dalla corruzione, ma anche mantenere l'economia in carreggiata, convincendo i cittadini a rimanere in un paese con una popolazione che va diminuendo e invecchiando.