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Sempre più britannici in vacanza fuori dalla Ue per colpa della Brexit

Sempre più britannici in vacanza fuori dalla Ue per colpa della Brexit
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In molti nel Regno Unito stanno optando per andare in vacanza in destinazioni al di fuori dall'Unione europea rispetto all'anno scorso per paura dell'impasse dovuto alla Brexit. Lo segnala l'agenzia di viaggi Thomas Cook.

Secondo il tour operator, circa la metà delle vacanze vendute prima della fine di febbraio 2019 - ovvero in pieno caos parlamentare pe la Brexit - avevano come destinazione una meta extra-europea: +10% rispetto al 2018.

I ripetuti rinvii della Brexit hanno scoraggiato i viaggiatori dal prenotare e li ha spinti a guardare oltre oceano, scrive la compagnia in un report, aggiungendo: è "chiaro che la prolungata incertezza sui modi e i tempi dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea ha portato molti a ritardare la decisione su quando e dove prenotare per le vacanze estive".

Ciononostante, la Spagna rimane la destinazione preferita delle 19 milioni di persone che ogni anno prenotano le vacanze con Thomas Cook.

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La Turchia e la Tunisia sono state tra le nazioni che hanno tratto il massimo vantaggio da questa tendenza extra-UE, visto che la domanda è nuovamente aumentata. I due Paesi sono da poco usciti dalla lista nera del Ministero degli Affari Esteri in cui erano entrati a causa degli attacchi terroristici: in entrambi gli Stati, la violenza ha bloccato le prenotazioni negli ultimi anni.

La Grecia è stata scalzata dalla seconda destinazione come meta più popolare della Turchia, mentre la Tunisia è in settima posizione come luogo di vacanze più popolare per l'estate: in crescita rispetto al decimo posto dell'anno scorso.

Il Regno Unito avrebbe dovuto lasciare la UE il 29 marzo, ma la sua partenza è stata ritardata a causa di un'impasse parlamentare sui termini dell'accordo Brexit del primo ministro britannico Theresa May. La nuova scadenza del 31 ottobre è stata concordata con Bruxelles. Nonostante questo, la maggioranza dei 3.422 vacanzieri britannici intervistati da Thomas Cook, l'azienda di viaggi più antica del mondo, ha dichiarato di avere maggiori probabilità di andare in vacanza all'estero rispetto all'anno scorso. Un quarto ha dichiarato che la vacanza in una meta straniera è stata più in alto nella lista delle priorità di spesa rispetto al 2018, mentre solo l'8% ha dichiarato di ritenerla meno prioritaria rispetto all'anno precedente.