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Sri Lanka: il massacro di Pasqua. Oltre 200 le vittime accertate.

The scene at St Anthony's Shrine in Colombo
The scene at St Anthony's Shrine in Colombo -
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Derana TV/via Reuters
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Otto esplosioni simultanee sono avvenute nella domenica di Pasqua, in chiese dello Sri Lanka e altrettanti alberghi. Il bilancio dei morti sale di minuto in minuto (al momento sono 207 le vittime accertate) secondo fonti ospedaliere e di polizia. Otto le persone sospette che sono state arrestate nell'ambito delle indagini. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza e ha ordinato il coprifuoco (dalle 14.30 ore italiane sino alle 6.00 del mattino di domani 22 aprile)

Dopo le sei esplosioni più o meno simultanee di questa mattina, a distanza di circa poche ore, due nuove deflagrazioni si sono verificate nei sobborghi di Dehiwala, vicino allo zoo, e di Dematagoda, in un complesso residenziale.

A essere presi di mira tra le strutture di ricezione sono stati il Cinnamon Hotel, attaccato da un kamikaze, lo Shangri-La Hotel e il Kingsbury Hotel, frequentati da turisti europei, americani e asiatici.

@BHANOOB/via REUTERS
REUTERS/Dinuka Liyanawatte

I media locali e internazionali parlano poi di oltre 450 feriti (rispetto agli oltre 500 citati in precedenza da altre fonti) di cui una trentina stranieri. Si tratta dell'attacco più grave a 10 anni dalla fine della guerrra civile, dopo un periodo di relativa calma nel Paese. Nel frattempo la polizia ha pubblicato i numeri di morti e feriti ripartiti nei diversi ospedali. Nel National Hospital risultano 66 morti e circa 260 feriti, nel Negombo Hospital i morti sono 104 ed i feriti circa 100, nel Kalubowila Hospital si contano due morti e sei feriti, nel Batti Hospital 28 morti e 51 feriti e nel Ragama Hospital sette morti e 32 feriti.

Il capo della polizia dello Sri Lanka aveva emanato un’allerta a livello nazionale 10 giorni prima segnalando il rischio di attentati kamikaze proprio contro «chiese importanti».

Copiosa arriva la condanna internazionale agli attentati e la solidarietà a tutte le vittime tra fedeli e turisti. Il papa ha espresso dolore per la "violenza crudele" e vicinanza ai cristiani inghiottitti dal fuoco delle esplosioni. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha espresso dal canto suo "orrore e tristezza" per quanto avvenuto: