Sri Lanka, movimento islamista locale dietro gli attentati

Sri Lanka, movimento islamista locale dietro gli attentati
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La devastazione nella chiesa di San Sebastiano a Negombo
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Un movimento islamista locale, il National Thowheeth Jama'ath (NTJ), è responsabile per gli attacchi della domenica di Pasqua che hanno provocato la morte di almeno 290 persone.

Lo ha annunciato il portavoce del Governo, Rajitha Senaratne.

Reazioni dal mondo

I leader di molti Paesi in tutto il mondo, intanto, condannano fermamente gli attacchi terroristici nello Sri Lanka.

Durante un evento organizzato per onorare le vittime, il Primo Ministro australiano li definisce "un assalto all'innocenza della vita umana".

"I terribili eventi che hanno avuto luogo nello Sri Lanka - afferma Scott Morrison - incarnano un giorno incredibilmente triste.

Il nostro staff in loco continua a lavorare per identificare gli australiani potenzialmente coinvolti in questi terribili eventi".

Cordoglio e sconcerto anche dalle parole di Shinzo Abe, Primo Ministro giapponese.

"Sento profondo dolore ed estrema rabbia - dice quest'ultimo - sono cose assolutamente inammissibili: il Giappone è determinato a lavorare con lo Sri Lanka e la comunità internazionale nella lotta contro il terrorismo".

Tra le vittime, anche tre dei quattro figli del patron danese di Asos: la conferma arriva dal Premier del Paese scandinavo.

"Secondo il Ministero degli Affari Esteri - dice Lars Løkke Rasmussen - è confermato che tre danesi sono morti a causa delle esplosioni, i parenti sono stati informati. La mia più profonda vicinanza va alla famiglia delle vittime danesi, non ho parole per quello che stanno passando, il mio cuore piange per loro".

Stato d'emergenza

Il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, ha deciso di dichiarare lo stato d'emergenza nazionale.

Il Capo di Stato ha anche chiesto l'aiuto della comunità internazionale per dare la caccia a chi dall'estero ha aiutato il gruppo terroristico a sferrare gli attacchi.

Il NTJ era stato oggetto di un'allerta diffusa ai servizi di Polizia dieci giorni fa, secondo cui il gruppo stava preparando degli attentati contro le chiese e l'Ambasciata indiana di Colombo.

Mentre gli inquirenti continuano il lavoro di indagine, lo Sri Lanka piange le sue vittime: i fedeli delle chiese colpite, spazzati via insieme a quelli che semplicemente per vacanza erano presenti nel Paese.

La scena del crimine nella chiesa di Negombo - REUTERS/Stringer

"E' un momento molto triste questo - afferma la sindaca Rosy Senanayake-. Un attacco codardo verso l'umanità tutta e allo stesso tempo verso persone innocenti intente a pregare il loro Dio durante la Pasqua. E' stato raccapricciante."

Sono 24 al momento le persone sospette arrestate nell’ambito delle indagini, numero salito dopo i primi sette fermi. Intanto è stato annunciato un nuovo coprifuoco dalle 20.00 locali (le 16.30 in Italia) fino alle 4.00 di domani.

La polizia dello Sri Lanka ha trovato 87 detonatori vicino la principale stazione di autobus di Colombo. Lo ha detto un portavoce delle forze dell'ordine secondo quanto riportato dal Guardian.