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Russiagate: Barr, “Trump non ostacolò le indagini”. Il rapporto Mueller è pubblico (o quasi)

Russiagate: Barr, “Trump non ostacolò le indagini”. Il rapporto Mueller è pubblico (o quasi)
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REUTERS/Jonathan Ernst
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Nessuna collusione tra Donald Trump e i russi che hanno cercato di interferire con la campagna elettorale del 2016; prove insufficienti per accusare il presidente di ostruzionismo nella stessa vicenda. Sono le conclusioni del rapporto del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate, riferite dal capo del Dipartimento di Giustizia americano, William Barr.

Cosa c’è nel rapporto Mueller

Da oggi le risultanze del lavoro di due anni di investigazione sono pubbliche. O almeno una parte delle sue 400 pagine, rivista dal ministro Barr e già discussa nei giorni scorsi con la Casa Bianca, secondo il New York Times, per dare modo agli avvocati di Trump di mettere a punto le loro strategie future.

Su questo si basano le critiche degli oppositori di Trump, che vorrebbero la piena trasparenza sul rapporto Mueller anche se, come ha detto Barr, il Presidente non ha rivendicato il "privilegio esecutivo", con il quale avrebbe potuto bloccare la pubblicazione di informazioni private.

La conferenza stampa integrale del capo del Dipartimento di Giustizia americano

"Il rapporto indica dieci episodi di potenziale ostruzionismo alla giustizia da parte del presidente – ha detto Barr in conferenza stampa - Il viceprocuratore generale ed io abbiamo concluso che le evidenze della Commissione speciale non sono sufficienti per giustificare un'accusa di ostruzione alla giustizia nei suoi confronti".

Una vittoria per Trump?

Nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate, sono state formulate accuse nei confronti di 30 persone, tra cui 13 cittadini e tre società russe, per aver tentato di manipolare la campagna elettorale, con l'hackeraggio di computer del quartier generale di Hilary Clinton, le cui e-mail sono finite anche su WikiLeaks, e la diffusione online di informazioni false.

La speaker della Camera: urgente che il procuratore speciale testimoni davanti al Congresso

I Democratici chiedono che il procuratore speciale sia chiamato a testimoniare davanti al Congresso. Il ministro ha dichiarato di non avere nulla in contrario. Mentre Trump canta vittoria, twittando un eloquente "Game over". Più tardi ha commentato: "Sto passando una buona giornata. Si chiama nessuna collusione, nessuna ostruzione".

Il tweet di Donald Trump: un significativo "Game over"