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Notre-Dame, i pompieri: "la scelta di salvare le torri"

Notre-Dame, i pompieri: "la scelta di salvare le torri"
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AFP
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Bruciata, ferita, danneggiata, ma ancora miracolosamente in piedi. La Cattedrale di Notre-Dame vive nonostante l'inferno di fuoco che l'ha inghiottita e l'immagine simbolo è quella del giorno dopo quando, scomparsi il fumo e la polvere, in mezzo a un bagliore di sole, la prima cosa che appare è la croce dell'altare. Ha resistito ed è rimasta lii dove era prima, neppure scalfita. E nella settimana che porta alla Pasqua, per chi crede, tutto appare come una sorta di miracolo: "Stat Crux dum volvitur orbis" dicevano i latini, La croce resta salda mentre tutto cambia.

Ma il vero miracolo è stato il loro, dei vigili del fuoco. Determinante il loro intervento nonostante da tutto il mondo piovessero critiche di ogni tipo e di fronte a scelte, anche difficili, da prendere in pochissimi secondi.

Alexandre Jouassard, capitano vigili del fuoco: "E' stato un incubo, avremmo voluto salvare tutta Notre-Dame ma non è stato possibile, l'incendio era già molto avanzato. Il nostro comandante, il generale Gallet, ha dovuto fare delle scelte. Ha fissato il fronte del fuoco, dove puntare il nostro intervento. Abbiamo deciso di sacrificare la parte centrale della guglia, che era ormai un braciere inavvicinabile e salvare le due torri".

Tutto questo mentre un altro team riusciva a mettere al sicuro le opere d'arte e oggetti religiosi, molti dei quali sono ora al Louvre e al comune di Parigi.

Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica: "Nel corso della nostra storia, abbiamo costruito città, porti e chiese. Molti sono stati distrutti, ma noi li abbiamo sempre ricostruiti. E' la nostra storia. Quindi sì, ricostruiremo la cattedrale di Notre-Dame, ancora più meravigliosamente, e voglio che ciò avvenga entro cinque anni. Credo davvero che dipenda da noi trasformare questo disastro in un'opportunità per incontrarsi".

Diverse aziende e uomini d'affari hanno già raccolto circa 700 milioni di euro per la ricostruzione. E poi c'è la gente, parigini e non, stretti in una veglia spontanea intorno a questa icona del cattolicesimo e patrimonio dell'Unesco descritta spesso in letteratura e dove, citando Victor Hugo, Quasimodo ritroverà presto le sue campane da suonare e la sua Esmeralda.