Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.

ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Sudan: si dimette il presidente al Bashir, verso un governo di transizione

Sudan: si dimette il presidente al Bashir, verso un governo di transizione
Diritti d'autore
REUTERS/Mohamed Nureldin Abdallah/File Photo
Dimensioni di testo Aa Aa

In Sudan la piazza ha vinto: il presidente Omar al Bashir si è dimesso, alle prime luci del giorno, e l'esercito ha annunciato la formazione di un governo di transizione. Secondo Arab News, il vicepresidente e ministro della Difesa del Sudan, Ahmed Awad Ibn Auf, sarà a capo del Consiglio che formerà un nuovo esecutivo nel Paese.

La coalizione Sudan Call, che raggruppa 22 partiti di opposizione, ha dato notizia dell'arresto di esponenti del governo, mentre l'annuncio del colpo di Stato è stato accolto da festeggiamenti nella capitale, Khartum.

Nel Paese da inizio anno si erano intensificate le proteste nei confronti di Bashir, al potere da trent'anni, accusato alla Corte penale internazionale di genocidio in Darfur; incolpato dalla popolazione per una crisi economica che dura almeno dal 2011. Un dissenso represso duramente: sono oltre 40 i civili uccisi negli ultimi mesi.

La Russia condanna il golpe militare

Tra le prime reazioni internazionali è arrivata la condanna da parte della Russia. "E' un inammissibile golpe incostituzionale - ha dichiarato il presidente della Commissione Affari Esteri del Senato russo Konstantin Kosaciov - Non dirò chi ha ragione e chi ha torto. Ma voglio ribadire la mia condanna di principio dei cambiamenti di regime anticostituzionali dappertutto, in Ucraina, in Turchia, in Siria o in qualunque altro posto".

Nei mesi scorsi - riporta l'Ansa - alcuni media avevano rivelato la presenza di mercenari russi in Sudan. A gennaio la portavoce del ministero degli Esteri russo aveva dichiarato che si tratta di "rappresentanti di compagnie di sicurezza private russe che non hanno nulla a che vedere con gli organi statali russi".