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Sudan, nuova giornata di scontri a Khartoum

Sudan, nuova giornata di scontri a Khartoum
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REUTERS/Mohamed
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Pick up carichi di uomini con armi pesanti sono stati visti dirigersi verso il centro di Khartoum, capitale del Sudan, dove si teneva per il dodicesimo giorno consecutivo una protesta contro i rincari, la carenza di liquidità e la scarsità di beni di prima necessità. Le forze di sicurezza hanno sparato gas lacrimogeni a centinaia di persone che cercavano di marciare verso il palazzo del presidente Omar al-Bashir. Secondo le testimonianze arrivate dalla zona, anche granate stordenti e vere e proprie raffiche d'arma da fuoco sarebbero state utilizzate.

Il filmato che vi presentiamo, girato di nascosto con il cellulare da un automobilista, testimonia anche quella che ha tutta l'aria di un'intensa sparatoria.

Non è chiaro se si trattasse di colpi d'avvertimento o di raffiche sparate a vivo sulla folla: i manifestanti si sono poi dispersi e ricomposta in diversi mini-cortei da alcuni dei quali sentivano cori inneggianti alla caduta del presidente, Omar al Bashir, che ha posto come priorità il mantenimento dell'ordine pubblico, "costi quel che costi". Le organizzazioni non governative parlano di una quarantina di morti dall'inizio delle proteste, il governo ne conferma la metà, tra questi due militari.

Dal 2011 il Sudan è attanagliato da una profonda crisi economica che ha avuto inizio. dopo che la metà meridionale del paese ha votato per la secessione, portando con sé tre quarti della produzione petrolifera del paese. I gruppi di opposizione accusano Bashir, che ha governato il paese dal 1989, di cattiva gestione dell'economia e di spreco di risorse. Una serie di misure, tra cui una forte svalutazione della sterlina sudanese in ottobre, non sono finora riuscite a fornire il sollievo necessario.