Il premier uscente scalda la campagna elettorale promettendo nuove sovranità territoriali e intanto da Las Vegas Trump gli tira la volata
Se rieletto il premier Benyamin Netanyahu intende estendere la sovranità israeliana a parti della Cisgiordania. Lo ha sottolineato nel corso di una intervista televisiva in cui ha chiaramente indicato la Giudea e la Samaria (Cisgiordania) in cui non fa differenze tra zone omogenee di insediamento ebraico e insediamenti isolati. Tantomeno intende dividere Gerusalemme od evacuare le comunità ma vuole che Israele controlli il territorio ad ovest del Giordano.Questa la sua campagna elettorale con obiettivi specifici.
L'aiutino di Trump
Dall'altra sponda dell'Atlantico intanto Donald Trump si è dimostrato apparentemente prudente sull'esito delle elezioni legislative del 9 aprile in Israele, prevedendo un voto "serrato" tra Benjamin Netanyahu e il suo principale rivale Benny Gantz, entrambi definiti "brave persone". "Chi vincerà la corsa? Non lo so", ha detto il tycoon parlando alla riunione annuale della Republican Jewish Coalition a Las Vegas. "Sono due uomini perbene, ma io ero al fianco del premier alla Casa Bianca per il riconoscimento della sovranità di Israele" sulla parte del Golan occupato dallo stato ebraico, ha aggiunto. Una mossa, il riconoscimento, che molti hanno letto come un aiuto a "Bibi". In ogni caso, ha proseguito, "l'incredibile legame tra Stati Uniti e Israele non sarà mai più forte di come è ora".
Il fantomatico piano di pace USA per il Medio Oriente
Trump ha evocato anche il piano di pace Usa per il Medio Oriente, un dossier trattato dal genero-consigliere Jared Kushner (di fede ebraica). "Se non riescono a farlo, nessuno ci riuscirà", ha assicurato. I palestinesi finora hanno rifiutato il ruolo di mediatore dell'amministrazione Trump.