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Serbia: 20 anni fa l'inferno a due passi dall'Italia

Serbia: 20 anni fa l'inferno a due passi dall'Italia
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La Serbia ricorda i 20 anni trascorsi dall'inizio dei bombardamenti Nato per la guerra del Kosovo, con una serie di cerimonie commemorative per le vittime, la più importante delle quali, alla presenza del presidente Aleksandar Vucic e della premier Ana Brnabic, in programma a Nis, nel sud del Paese, una delle città più colpite dalle bombe Nato.

Un intervento militare deciso, senza il mandato Onu e dopo vari tentativi negoziali in sede diplomatica, con l'obiettivo di indurre il regime dell'allora uomo forte Slobodan Milosevic a porre fine alle repressioni e alla pulizia etnica in Kosovo e al ritiro delle truppe serbe da quel territorio. Belgrado ha sempre contestato la legittimità dei bombardamenti alleati, definiti da sempre una "brutale aggressione militare" contro uno stato sovrano europeo contro ogni principio del diritto internazionale. Pristina parla invece di intervento che ha contribuito alla liberazione del Kosovo,

I raid alleati scattarono, su ordine dell'allora segretario generale Javier Solana, la sera del 24 marzo 1999 con i primi cacciabombardieri decollati dalla base Nato di Aviano, in Italia, e si conclusero il 9 giugno, dopo 78 giorni di martellanti bombardamenti che colpirono obiettivi militari e civili, causando la morte di oltre 2.500 persone e il ferimento di molte altre migliaia.