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Vaticano, conferenza sulla pedofilia: "Un codice di comportamento universale per la Chiesa"

Vaticano, conferenza sulla pedofilia: "Un codice di comportamento universale per la Chiesa"
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CITTÀ DEL VATICANO - Una veglia nella notte, davanti a Piazza san Pietro, per chiedere giustizia per le vittime degli abusi sessuali commessi da esponenti del clero.

La prima giornata della conferenza in Vaticano dal titolo "La Protezione sui Minori nella Chiesa" è stata segnata dalle commoventi testimonianze di giovani vittime.

Dossier Oniu sulla lotta contro la violenza ai bambini

In apertura della seconda giornata della conferenza, il moderatore dei lavori, padre Federico Lombardi, ha annunciato che è stata messa a disposizione di tutti i partecipanti la documentazione ufficiale delle Nazioni Unite sulla lotta contro la violenza ai bambini. Lombardi ha spiegato che era "desiderio del Papa che avessimo questo rapporto" e che nei giorni scorsi ci sono stati incontri con Marta Santos Pais, rappresentante del Segretario Generale dell'Onu per la lotta alla violenza sui bambini, che ha fatto avere tutta la documentazione e i dossier Onu sull'argomento in vista del summit in Vaticano.

Vatican Media

Alcuni vescovi ora lo dicono apertamente: serve un codice di comportamento universale per la chiesa.

"Abbiamo bisogno di qualcosa di universale per tutta la Chiesa"
Jean-Claude Hollerich
Arcivescovo del Lussemburgo

"Certamente ci sarà qualcosa...se ci sarà già alla fine del nostro convegno non lo so, perchè bisogna che ci siano specialisti per scrivere e preparare bene, ma penso che abbiamo bisogno di qualcosa di universale per tutta la Chiesa", spiega Jean-Claude Hollerich, Arcivescovo del Lussemburgo.

L'Arcivescovo Jean-Claude Hollerich.

Anche alla seconda giornata della conferenza in Vaticano è presente Papa Francesco.

"Oggi prevale il sentimento di vergogna e tristezza".
Jean-Charles Jourdan
Amministratore Apostolico Estonia

"Se non avessimo delle speranze, non ci saremmo riuniti qui", interviene Jean-Charles Jourdan, Amministratore Apostolico dell'Estonia.

"Oggi il sentimento che ha prevalso è stato soprattutto quello di vergogna e tristezza, ma al tempo stesso ci sono molti vescovi che hanno insistito sul senso della speranza, in particolare i vescovi dei paesi che si sono confrontati in maniera massicia con questo problema".

L'Arcivescovo Jean-Charles Jourdan.