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Catalogna: proteste e scontri a favore degli indipendentisti sotto processo

Catalogna: proteste e scontri a favore degli indipendentisti sotto processo
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BARCELLONA (SPAGNA) - E' stata una giornata di proteste e scioperi in Catalogna.
Diverse autostrade - undici in tutto, tra cui l' A7 che collega la Spagna alla Francia, e l'A2 tra Barcellona e Madrid, così come l'accesso principale alla metropoli catalana - sono state bloccate, in tutta la regione, durante la notte tra mercoledi e giovedi e per tutto il giovedi. I manifestanti hanno dato fuoco alle barricate.

Gli indipendentisti rischiano fino a 16 anni di reclusione

Secondo il sindacato indipendentista catalano, si è trattato di manifestazioni a sostegno dei 9 leader catalani secessionisti tuttora in carcere (oltre ad altri sei indagati), dal 12 febbraio sotto processo a Madrid per il loro ruolo nel referendum del 1. ottobre 2017, giudicato illegittimo dal governo spagnolo.
Alcuni di loro - tra cui Oriol Junqueras e i due Jordi, Sanchez e Cuixart - rischiano una condanna fino a 16 anni di reclusione.
Gli imputati sono accusati di ribellione, sedizione e uso improprio di fondi pubblici, ma negano tutte le accuse.
In carcere, oltre a Junqueras e ai due Jordi. ci sono anche: Carme Forcadell, Jordi Turull, Raul Roeva, Joaquim Fom, Dolors Bassa e Josep Rull.

L'ex presidente catalano Carles Puigdemont è in esilio volontario in Belgio proprio per evitare il carcere.

La Catalogna chiede democrazia.

"Devono essere considerati prigionieri politici"

A Barcellona, ​la polizia antisommossa si è scontrata con i manifestanti, circa una trentina i feriti, tra cui 12 agenti di polizia.
Gli agenti hanno usato manganelli contro un folto gruppo di dimostranti, per lo più giovani, dopo che alcuni di loro hanno lanciato sassi contro la Guardia Civil.
Il resto delle manifestazioni nel centro di Barcellona si sono svolte pacificamente.

Il sindacato indipendentista catalano afferma che le dimostrazioni e lo sciopero sono stati un successo e che continueranno nei prossimi giorni..
Secondo I sostenitori dell'indipendenza, gli imputati sono da considerare prigionieri politici.

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