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"Dietro i naufragi davanti alla Libia forse un messaggio di Tripoli"

"Dietro i naufragi davanti alla Libia forse un messaggio di Tripoli"
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I naufragi di questi ultimi giorni davanti alla Libia, costati la vita a più di 170 migranti, hanno portato alla luce una gestione opaca dei soccorsi da parte della Guardia costiera di Tripoli. Grazie alla denuncia delle Ong si è così scoperto che ai numeri di telefono dedicati ai soccorsi in mare, finanziati con un contributo europeo di 338 milioni di euro, non risponde nessuno. Ora c'è chi si chiede se dietro questo atteggiamento di Tripoli non ci sia una strategia. Ne abbiamo parlato con Stefano Maria Torelli, ricercatore dell'Ispi.

"La percentuale di persone che purtroppo, come stiamo vedendo, perdono la vita nel tentativo di attraversare la rotta del Mediterraneo centrale, si sta alzando sempre di più e questo è dovuto a un diverso modo di agire da parte della Guardia Costiera libica. Stanno cercando probabilmente di dare un messaggio all'Italia e all'Europa. Questa situazione è figlia di accordi che sono già stati presi, per cui dobbiamo dirlo, isia i governi europei che il governo italiano sono ben consapevoli di quale sia la situazione sul campo"