L'operazione è coordinata con altri partner europei. L'obiettivo è di esaminare quali contributi militari sono necessari nella regione, ad esempio nel monitoraggio delle rotte marittime
Il governo della Germania ha disposto l'invio soldati in Groenlandia. Su iniziativa della Danimarca, Berlino parteciperà a una missione esplorativa nell'isola artica dal 15 al 17 gennaio 2026 insieme a diversi Stati europei. A confermarlo è stato il ministero della Difesa mercoledì sera.
"Siamo d'accordo nel non essere d'accordo"
L'obiettivo è di esaminare i requisiti necessari per eventuali servizi di supporto militare che potrebbero essere utilizzati per aiutare la Danimarca a rendere sicura la regione, ad esempio nel settore della sorveglianza marittima. A tal fine, la Bundeswehr invierà giovedì mattina a Nuuk una squadra di ricognizione con tredici soldati a bordo di un Airbus A400M.
I colloqui e le analisi in loco si svolgeranno insieme ai rappresentanti delle altre nazioni europee coinvolte. L'annuncio è arrivato poco dopo che una delegazione di Danimarca e Groenlandia ha incontrato il segretario di Stato americano Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance alla Casa Bianca.
Un vertice trilaterale che, però, non ha portato a grandi avanzamenti: "Siamo d'accordo nel non essere d'accordo", ha dichiarato il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen dopo l'incontro.
La maggioranza dei tedeschi è favorevole all'intervento militare in caso di guerra in Groenlandia
Secondo un sondaggio commissionato dalla rivista Stern, una netta maggioranza di tedeschi, circa il 62 per cento, sarebbe favorevole all'intervento militare in caso di emergenza se la Danimarca dichiarasse lo stato di guerra. Circa un terzo degli intervistati (32 per cento) sarebbe in ece contrario a tale azione, mentre il 6 per cento non si esprime.
Martedì, il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius (socialdemocratico) ha dichiarato in una conferenza stampa con l'Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas che "viste le dimensioni dell'isola della Groenlandia e la scarsa popolazione, 55mila abitanti, di cui 25-30mila solo a Nuuk, è chiaro che non stiamo parlando di un territorio normale".
Ha aggiunto poi che "una presenza di truppe da sola non riuscirà a garantire una protezione completa". Invece, "si tratta di sorvegliare, di pattugliare, di controllare cosa succede, sott'acqua, sopra l'acqua e nell'aria. Si tratta, come ho detto, di ricognizione e di esercitazioni regolari sul terreno per dimostrare che siamo lì", ha detto il ministro.
Secondo il quale non è quindi principalmente o esclusivamente nell'interesse dell'America che la Groenlandia e l'Artico devono rimanere sicuri, "ma nell'interesse della Nato nel suo complesso e, incidentalmente, dell'Europa nel suo complesso".