Ungheria di nuovo in piazza contro Orban

Ungheria di nuovo in piazza contro Orban
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Un sabato di proteste e manifestazioni a Budapest contro il governo nazionalista del primo ministro Viktor Orbán. Ancora in piazza in Ungheria con blocchi stradali e sit-in sulle principali arterie.

"Ne abbiamo abbastanza di questo governo – fa notare una signora - ne abbiamo abbastanza della politica e vogliamo un cambiamento". "Dobbiamo difenderci da soli perché nessuno lo fa per noi. Non abbiamo altra scelta, dobbiamo farci sentire noi tutti insieme”, dice un altro cittadino. Poi c’è anche chi è deluso perché si aspettava una maggiore adesione al corteo, ma nonostante tutto l’importante era partecipare.

Intanto le richieste si sono moltiplicate. Oltre alla legge sul lavoro, le oppisizioni chiedeno maggiore indipendenza dei media, e lo stop di una riforma della giustizia che minaccia l'indipendenza dei giudici. Imre Komjáthi, esponente del partito socialista unghesere, lancia un appello: "Vogliamo dire alla gente di non farsi in alcun modo intimidire da chi è al potere. Si deve continuare a dimostrare finché l’esecutivo non soddisferà le richieste dei sindacati". In poche parole resistere, e ancora resistere sostiene anche un membro del Partito della coalizione democratica.

Non si placa l'onda crescente di contestazione contro la cosiddetta "legge schiavista" e più in generale contro alcuni aspetti della politica del premier. In piazza a Budapest 2000 persone. Molto meno rispetto a un mese fa. Ma la finalità resta la stessa: fare pressione sul governo di Orban, che ha chiaramente fatto sapere che farà non alcun passo indietro sulle leggi contestate. L’insoddisfazione dei cittadini è tangibile ma la pressione sul primo ministro resta la stessa. Ancora troppo poca, dicono in molti.