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La nuova frontiera della pesca sostenibile

La nuova frontiera della pesca sostenibile
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Se avete assaporato una migliore selezione di frutti di mare rispetto al solito, durante le festività, ciò è dovuto in parte alle crescenti catture qui in Svezia e in tutto il Nord Europa.

Questo piccolo peschereccio era solito raccogliere 20 tonnellate di gamberi e scampi l'anno, ora è al doppio: il numero di pesci e molluschi europei continua a crescere.

Johan Grahn, pescatore:

"Al giorno d'oggi, abbiamo tantissimi gamberi, le riserve ittiche sono molto migliorate".

Denis Loctier, Euronews:

"Nel Mare del Nord, nel Mar Baltico e nell'Atlantico, la pesca eccessiva è diminuita drasticamente negli ultimi 10 anni: diamo un'occhiata ai dati disponibili per le riserve di pesce".

Dieci anni fa, solo una riserva su sette era pescata in modo sostenibile, il resto era sovrasfruttato, secondo la Direzione generale per gli Affari marittimi e la Pesca dell'Unione Europea.

Quest'anno, sette riserve su dieci sono pescate in modo sostenibile.

L'intervento dell'UE

Come ha fatto l'Unione Europea a far sì che ciò accadesse? In parte, affrontando il problema dei pescatori che scaricavano i pesci "indesiderati".

Circa un quarto delle catture erano rigettate in mare, così quei pesci morivano.

Ora i pescatori stanno cambiando il loro modo di lavorare e le attrezzature utilizzate, non catturando pesci troppo piccoli, o solo le specie più gradite.

Johan Grahn, pescatore:

"_Nessuno con un certo buonsenso butta via il buon cibo, sarebbe sciocco: così, dopo un po', tutti hanno capito come gestire la cosa, ed è iniziato il cosiddetto 'obbligo di atterraggio_'".

Il pescato viene elaborato e stoccato: un pescatore registra la cattura nel sistema informatico, c'è un sistema innovativo sul monitor e una rete da pesca selettiva sul ponte superiore.

L'obbligo di atterraggio indica che i pescherecci devono portare a terra tutte le specie ittiche, grandi o piccole che siano: non si scarica più in mare.

Le catture accidentali possono essere ridotte con reti selettive.

Johan Grahn, pescatore:

"Tutte le catture accessorie, pesci e altre cose indesiderate, colpiscono le sbarre e vanno su, nuotando in avanti".

Non solo Svezia

E gli altri Paesi? Qui in Francia, i ricercatori stanno testando reti selettive per i pescatori locali: vogliono avere una vasta scelta di tale equipaggiamento, messo a punto per singoli siti e specie.

Pascal Larnaud, tecnologo della pesca:

"Si tratta di una classica maglia che tende a chiudersi con la trazione in una rete a strascico, con l'acqua che fa pressione su filo e nodi: con le cosiddette maglie quadre, che ruotano di 45 gradi, si ottiengono maglie molto più aperte, e continuando di 45 gradi si ottiene questa maglia, con la quale abbiamo ottenuto ottimi risultati, in particolare nel Mar Celtico e anche a Manche Ouest, perché è molto adatta per la fuga dei pesci, alcuni pescatori dicono di non avere più pesca indesiderata".

Questo enorme cambiamento non sarebbe possibile senza gli sforzi coordinati deiPaesi dell'UE per estendere l'obbligo di atterraggio negli ultimi quattro anni.

Qui in Bretagna, un terzo delle navi ha adottato attrezzature selettive per far fronte a normative sempre più severe.

Marion Fiche, Responsabile di progetto

"Tutti i pescatori europei sono un po' nella stessa barca: pescano sulla stessa quota, vendono sullo stesso mercato, quindi è normale anche che ci siano regole comuni per una sorta di equità tra i pescatori di diversi Paesi".

Di ritorno a Göteborg, il pescato fresco viene messo all'asta.

La pesca è ora tra i settori economici in più forte crescita in Europa.

La crescente selettività sta contribuendo ad aumentare i profitti: i pescatori stanno rispettando la loro quota con prodotti di valore, e ciò a sua volta porta loro più reddito.

Malin Skog, Responsabile Sostenibilità SFPO:

"In molti casi, abbiamo quote piuttosto piccole, quindi i pescatori si sono resi conto molto presto che, per far fronte a tutto questo, abbiamo davvero bisogno di lavorare con l'obbligo di atterraggio, in modo da poter ottenere il miglior pesce possibile al miglior prezzo possibile, indipendentemente da quello che facciamo".

L'Europa punta a riportare tutte le sue riserve ittiche a livelli sostenibili entro il 2020.

Un decennio di duro lavoro sta finalmente dando i suoi frutti, aiutando il mare, i pescatori e i consumatori europei.