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Trump e l'unione Europea: un anno di scintille e mediazioni

Trump e l'unione Europea: un anno di scintille e mediazioni
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Il 2018 è stato un anno di scintille, mediazioni e riposizionamenti, nei rapporti tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’Unione Europea.

Il quartier generale della Ue? “Obsoleto”, lo aveva definito the Donald.

Arrivando poi alla scintillante nuova sede della Nato a Bruxelles, "The president" aveva fatto il giro dei colleghi, chiedendo che tirassero fuori i contanti.

"Ventitré dei 28 Stati membri non stanno ancora pagando quello che dovrebbero pagare - aveva detto - e quanto devono pagare, per la loro difesa. "

L'INCIDENTE DIPLOMATICO A PARIGI

Alla cerimonia per l'anniversario dell’Armistizio a Parigi, ci sono il presidente francese Macron, gli altri leader europei. E anche Trump.

Ma la prevista visita di Trump al cimitero militare americano per le vittime della Grande guerra, cancellata "per difficoltà causate dal maltempo" fanno esplodere le polemiche.

In tanti vi leggono una mancanza di rispetto verso i militari che morirono nel conflitto, altri rispondono con incredulità. Trump è accusato di sbagliare i tempi e di disonorare i militari.

UN ESERCITO "EUROPEO"

L’esercito europeo diventa un argomento-principe del dibattito Ue, con Francia e Germania in prima linea per un apparato di difesa “indipendente”.

Pronta la risposta del presidente americano: “Un insulto”.

Il Presidente Emmanuel Macron non si tira indietro e rilancia, ribadendo che l'Europa deve tagliare la sua dipendenza militare dagli “altri": "Dobbiamo proteggerci autonomamente dalla Cina, dalla Russia ...e persino dagli Stati Uniti”.

DALLE SCINTILLE ALLE PACCHE SULLE SPALLE

Dalle scintille alle pacche sulle spalle, segna una data da ricordare la visita di Macron alla Casa Bianca.

Tutto sembrava andare bene tra i due leader.

Macron si dirige nella residenza presidenziale Usa, per nutrire quella che sembra essere una amicizia che sta sbocciando. Con tanto di siparietto.

Trump scherza con il collega francese davanti ai cronisti: "Abbiamo un rapporto molto speciale, infatti prendo quel pezzetto di forfora... un pezzetto... Dobbiamo renderlo perfetto, è perfetto".

Segue stretta di mano e Macron prende la parola, con diplomazia: "Voglio ringraziare il Presidente Trump e il vostro Paese, il vostro popolo, per questo caldo Benvenuto”.

LA TREGUA DURA POCO: LA GUERRA DEI DAZI

La tregua dura poco: si apre la battaglia dei dazi.

La politica del “Prima l’America” di Trump fomenta fiamme che sembrano sopite.

Sono le tariffe sulle importazioni dei metalli a riaprire le ostilità politiche.

Si arriva a parlare di “guerra commerciale”.

Donald Trump, Presidente degli Stati UnitI, lancia accuse: "L'Unione europea è stata terribile per gli Stati Uniti nel settore del commercio, sono stati terribili per i nostri lavoratori. "

Risponderà Jean-Claude Juncker. E via con la reazione ue: dazi sui beni degli Stati Uniti. Brand iconici, moto e whisky entrano nella lista dei prodotti da tassare. E’ la risposta europea alla sfida americana della dogana.

TRA SARCASMO E MANI TESE

Sarcastico Donald Tusk, Presidente del Consiglio europeo: "Qualcuno potrebbe anche pensare, con amici del genere, chi ha bisogno di nemici?.

Tentativi di mediazione tuttavia non mancano.

E con Trump che minaccia ancora più dazi - anche sulle vetture - il capo dell'UE Jean-Claude Juncker decide di recarsi alla Casa Bianca, per calmare le acque: "Ho manifestato l'intenzione di fare un accordo e abbiamo fatto un accordo. Vogliamo evitare ulteriori dazi e rivaluteremo quelli esistenti su acciaio e alluminio".

Si chiude cosi il 2018. Sarà tranquillo il 2019? Di certo l'Unione europea spera in un minor numero di tempeste transatlantiche, per l'anno che verrà.