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'Ndrangheta: finalmente attivo il coordinamento europeo

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'Ndrangheta: finalmente attivo il coordinamento europeo

Laura Garavini
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Nata a Modena, ma berlinese di adozione, la senatrice eletta all'estero Laura Garavini da anni chiede un coordinamento europeo per la lotta alla mafia. Coordinamento che si è realizzato per la prima volta con l'inchiesta che il 5 dicembre ha portato a 90 arresti in tutta Europa. Euronews l'ha intervistata.

Euronews: Parliamo dell'operazione internazionale, che ha dato un duro colpo alla 'ndrangheta e ai suoi rami europei. Finalmente c'è stato un coordinamento europeo a livello di Eurojust...

Garavini: ...Con una partecipazione anche italiana a una squadra investigativa comune... Era da anni che ne chiedevamo l'istituzione e lo abbiamo fatto con il primo governo Renzi. E' uno strumento assolutamente importante - e l'operazione di oggi lo testimonia - proprio perché la presenza di forze inquirenti, sia di polizia che di magistratura, a livello europeo può portare a dei successi importanti di contrasto alle mafie. Mafie che purtroppo negli anni sono riuscite ad operare a livello internazionale proprio per approfittare di quelle differenze normative da un lato e dalla difficoltà delle forze inquirenti di operare al di fuori dei confini nazionali. L'operazione di oggi è una testimonianza di come queste squadre investigative comuni a livello europeo possano essere davvero di aiuto incredibile per contrastare questi fenomeni criminali.

Euronews: Si tratta di una tantum o questo diventerà un metodo di lavoro?

Garavini: Io sono convinta che sia un buono strumento e va senz'altro ampliato. Noi come Partito democratico lo diciamo da anni, quando siamo stati al governo abbiamo fatto sì che anche l'Italia introducesse leggi per concretizzare questo progetto. Adesso bisogna continuare in questa direzione: questa è l'Europa che vogliamo.

Euronews: L'Italia ha una legislazione molto forte e specifica sulla mafia, cosa che altri Paesi non hanno. Come si fa ad armonizzare le normative di tutti i Paesi europei?

Garavini: Non bisogna commettere l'errore di pensare che l'Italia ha la migliore legislazione del mondo e gli altri sono stupidi. L'Italia può avere la migliore legislazione del mondo ma se gli altri Paesi non si attivano di conseguenza rischiamo di agevolare le mafie perché vanno proprio là dove trovano condizioni più favorevoli. Sicuramente bisogna continuare nell'azione di sensibilizzazione che stiamo facendo da alcuni anni a questa parte, un'azione di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni degli altri Paesi. E per di più bisogna ratificare in fretta le leggi europee perché l'Europa si è già dotata di una serie di direttive in materia di lotta al crimine organizzato.

Euronews: Cos'è l'associazione "Mafia? Nein danke" (in italiano "Mafia? No grazie") che lei ha fondato?

Garavini: Nel 2007, 11 anni fa, ho fondato quest'associazione subito dopo i fatti di Duisburg. Un'associazione importante, che sta continuando il suo lavoro, grazie alla quale nel 2007, 6 mesi dopo averla fondata, siamo riusciti a far mettere in galera due estorsori che estorcevano pizzo a ristoranti italiani a Berlino e siamo riusciti a fare sì che anche il legislatore tedesco andasse a recepire importanti direttive europee in merito ad esempio di confisca preventiva.