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Kim, il neo presidente dell'Interpol che accontenta tutti (o quasi)

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Kim, il neo presidente dell'Interpol che accontenta tutti (o quasi)

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E' Kim Jong Yang il nuovo presidente dell'Interpol, l'Organizzazione internazionale della polizia criminale. Il sudcoreano è stato eletto durante l'assemblea generale in corso a Dubai e prenderà il posto diMeng Hongwei, dimessosi il mese scorso dopo essere stato arrestato in Cina. Cacciato quindi lo spauracchio, per l'Occidente, di un presidente russo.

"Non importa quale sia la nazionalità del presidente, non è qualcuno che influenza la neutralità dell'Interpol e l'indipendenza della nostra organizzazione. Per essere chiari: i membri del comitato esecutivo, incluso il presidente, non hanno assolutamente alcun coinvolgimento o influenza nel processo decisionale", dichiara Jurgen Stock, segretario generale di Interpol.

Il caso Prokopchuk, candidato "boicottato" dall'Occidente

Alcuni senatori statunitensi avevano fatto sapere prima del voto di non volere sulla poltrona presidenziale l'altro candidato - e favorito della vigilia -, Aleksander Prokopchuk. Il timore era che la Russia avrebbe potuto utilizzare l'Interpol come arma per colpire gli oppositori del governo russo.

Aleksander Prokopchuk candidato russo

"C'è stata una pressione coordinata - e la stampa occidentale lo scrive apertamente - da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, perché il candidato russo non venisse eletto", spiega in esclusiva ai microfoni di euronews, Vladimir Chizov, ambasciatore russo all'Ue. "Era impossibile non vedere la massiccia e appariscente campagna anti-russa con elementi di schizofrenia, direi".

La portavoce del ministero dell'Interno russo, Irina Volk, ha fatto sapere che è "inammissibile politicizzare l'Interpol come organizzazione professionale internazionale, che unisce gli sforzi di 192 paesi nella lotta alla criminalità internazionale e al terrorismo".