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Il bilancio della discordia fra Roma e Bruxelles

Il bilancio della discordia fra Roma e Bruxelles
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Chi la spunterà Bruxelles o Roma sullo sforamento della Legge di Bilancio Italiana? Il tatticismo dei contendenti la dice lunga sulla prospettiva di avvicinamento recirpoco. Per il momento non c’è alcuna trattativa fra Governo italiano e la Commissione europea sulla manovra economica.

Un clima teso

Una probabile riapertura del dialogo è rinviata a dopo che la Commissione, mercoledì, avrà espresso il suo giudizio definitivo sul disegno di legge del bilancio italiano. Con certezza assoluta la Commissione confermerà la bocciatura della manovra presentata dal Governo Conte.

In questo modo si porranno così le premesse per l’avvio della «procedura d’infrazione» per violazione della regola del debito. Sul piano formale la Commissione dovrebbe proporre la procedura d'infrazione solo dopo che il bilancio sarà stato approvato da Camera e Senato il 31 dicembre 2018.

Il warning da Bruxelles

Non è escluso che mercoledì Bruxelles lanci un avvertimento all'Italia preannunciando appunto l’apertura a gennaio della procedura (c’è una riunione dell’Ecofin il 22 gennaio che potrebbe approvare la decisione) qualora la manovra non cambi durante l’esame in Parlamento.

Per Bruxelles l’impianto della manovra italiana è un vulnus per l'economia europea. Ma le debolezze di Macron e della Cancelliera Merkel nei loro stessi paesi non mettono l'Europa in una posizione di reale vantaggio davanti a Roma dove pure c'è una maggioranza solo all'apparenza coesa.

Anche la locomotiva tedesca rallenta

I dati negativi del Pil tedesco (nel terzo trimestre di quest’anno, è risultato in calo dello 0,2%, dopo tre anni e mezzo di crescita) sarebbero un altro macigno a sfavore dell' insieme dell'Europa e dell'Italia.