La responsabile degli Affari esteri Ue Kaja Kallas critica i negoziati tra Russia e Ucraina promossi dagli Usa e avverte: senza vere concessioni di Mosca, la pace è un’illusione
Gli attuali sforzi diplomatici per porre fine alla guerra in Ucraina rischiano di produrre l’effetto opposto: rafforzare l’aggressione russa. È l’allarme lanciato da Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri, intervenuta nel programma Europe Today.
Secondo Kallas, i colloqui tra Russia e Ucraina promossi dagli Stati Uniti non hanno finora portato ad alcun progresso concreto. Un fallimento che, a suo avviso, riflette la mancanza di reale volontà negoziale da parte del Cremlino. “I negoziatori russi non hanno persone serie dietro quel tavolo”, ha dichiarato. “Non mi aspetto che da questo ciclo di colloqui esca qualcosa”.
Le delegazioni di Kiev e Mosca si sono incontrate la scorsa settimana ad Abu Dhabi. L’Ucraina ha definito l’incontro “costruttivo”, ma sul terreno la situazione resta critica. Nel fine settimana, la Russia ha lanciato circa 400 droni e 40 missili contro obiettivi ucraini, spingendo il presidente Volodymyr Zelensky a chiedere con urgenza un rafforzamento della difesa aerea.
Kallas ha riconosciuto che l’amministrazione Trump è riuscita a portare le due parti allo stesso tavolo per la prima volta dall’inizio dell’invasione su larga scala, ma ha sottolineato il forte squilibrio tra le posizioni. “Abbiamo visto solo ciò che gli ucraini sono disposti a concedere per porre fine alla guerra”, ha affermato. “Non abbiamo visto alcuna concessione da parte russa”.
Zelensky ha dichiarato di aspettarsi che il presidente Trump spinga per una scadenza estiva, indicativamente a giugno, per raggiungere un accordo di pace. In caso contrario, Washington potrebbe aumentare la pressione su entrambe le parti. Tuttavia, Trump ha già fissato in passato diverse scadenze senza riuscire a ottenere risultati.
Sul tema delle concessioni territoriali, Kallas è stata netta: “Le decisioni dolorose devono essere prese dagli ucraini, e solo dagli ucraini”. Ha inoltre messo in guardia dalle tattiche negoziali di Mosca, accusata di avanzare richieste massimaliste accompagnate da minacce e ultimatum. “Chiedono ciò che non è mai stato loro e poi usano la forza”, ha spiegato.
Nel frattempo, all’interno dell’Ue cresce la richiesta di nominare un inviato speciale per rappresentare il blocco nei negoziati. Kallas ha però ridimensionato l’importanza delle singole figure, insistendo sul mandato politico. “Il punto non è la persona, ma cosa vogliamo ottenere”, ha detto, sottolineando che la Russia non ha interesse a dialogare con l’Europa se ritiene di poter ottenere tutto dagli Stati Uniti.
Secondo Kallas, solo una posizione unitaria dell’Occidente potrà costringere Mosca a passare “dal fingere di negoziare al negoziare davvero”. Le divergenze tra Ue e Usa sulla visione della pace restano però evidenti, e i colloqui, nonostante revisioni e nuovi piani di ricostruzione per l’Ucraina fino al 2040, continuano a essere in stallo.
L’intervista completa a Kaja Kallas è disponibile su Europe Today, in onda su Euronews dal lunedì al venerdì alle 8.00 CET.