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Portogallo, continua lo sciopero dei taxi contro Uber

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Portogallo, continua lo sciopero dei taxi contro Uber
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Sesto giorno consecutivo di sciopero dei tassisti portoghesi, che protestano contro la cosiddetta “Legge Uber”. I tassisti hanno deciso di restare parcheggiati nei principali corsi delle città, e di dormire dentro le auto. Al centro delle proteste la legge che regola il trasporto dei passeggeri su veicoli attraverso piattaforme elettroniche, come Uber.

"Dormo qui da mercoledì, dalla prima ora e dal primo giorno. Dormo nella mia macchina, che è qui", spiega un tassista.

"Secondo noi non è giusto che la nuova legge non imponga un regolamento sul numero di questi veicoli (Uber, Cabify e altri) né regole per i loro costi", aggiunge un collega.

"Resterò qui fino a quando il governo non prenderà una decisione".

Secondo gli organizzatori, 1600 tassisti hanno fermato le loro macchine a Lisbona, 400 a Porto e 300 a Faro. All'aeroporto di Porto molti aspettano invano, ignari dello sciopero. Vengono garantiti solo i servizi essenziali, come il trasporto di persone anziane e di adulti con bambini.

"Succede in molte città nel mondo, quindi, probabilmente non è niente di insolito", commenta un passeggero.

"Ah, sono disponibili i taxi di Uber? Allora prenderò un Uber", spiega un turista. "Sono costretto a farlo. Avrei preso un taxi".

Quest’anno anche i tassisti di Grecia, Belgio e Spagna hanno protestato contro Uber. "I tassisti portoghesi sono fermi nei centri delle città da sei giorni e promettono di continuare finchè il gverno non prenderà in considerazione le loro richieste", commenta Filipa Soares, giornalista di Euronews.