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Bulgaria: riciclo contro la povertà

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Bulgaria: riciclo contro la povertà

Bulgaria: riciclo contro la povertà
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Penka ha 63 anni. Una pensionata bulgara che come tanti altri, ogni giorno, è costretta a rovistare nella spazzatura alla ricerca di scarti di cibo, di un maglione per coprirsi, di una coperta. Storie di donne e uomini soli in un paese come la Bulgaria che è lo stato europeo con la più alta percentuale di anziani a rischio povertà. Si aggirano per la capitale, alla ricerca di una manciata di euro. Per sopravvivere.

"Vivo così sempre, sette giorni su sette - ci racconta la donna. Tutto quello che riesco a raccimolare sono 10 euro a settimana, non è tanto, ma io sono felice lo stesso.”

Da mesi l’associazione ambientalista Za Zemiata insieme a un gruppo di documentaristi sta cercando di far luce sul riciclo della spazzatura, che modo socialmente utile per l’ambiente e per dare una mano a chi non ha nulla.

"A Sofia ci sono almeno 5.000 persone che lo fanno, il loro contributo è fondamentale. Senza di loro non saremmo in grado di soddisfare i nostri obiettivi di riciclo qui in città”, ci racconta un’attivista.

Numerosi studi dimostrano che ogni anno vengono raccolti 70.000-100.000 tonnellate di materiali riciclabili. La metà solo nella capitale. Nell’indifferenza più totale della autorità, come denunciano molte ONG. Specie per gli anziani in Bulgaria, alla povertà economica si aggiunge, una povertà sociale, fatta di isolamento, estraneazione, marginalizzazione. Una situazione sempre più drammatica soprattutto nelle grandi città.