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Migranti: Bosnia sull'orlo di una crisi umanitaria

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Migranti: Bosnia sull'orlo di una crisi umanitaria

Migranti: Bosnia sull'orlo di una crisi umanitaria
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La Bosnia è sull'orlo di una crisi umanitaria. Quattromila migranti e rifugiati, tra cui ci sono anche famiglie con bambini, sono accampati lungo il confine con la Croazia, in condizioni igienico-sanitarie inadeguate. E chi tenta di lasciare il Paese è vittima di violenti respingimenti, denuncia Medici senza Frontiere.

Un migrante pachistano racconta: "Ci prendono i cellulari, ci distruggono i caricabatterie, ci dicono di non tornare. Sanno che le persone vogliono andare in Paesi europei come l'Italia o la Germania, ma non ci permettono di farlo".

I molti sono arrivati dall'Afghanistan, dalla Siria, dall'Iraq. 11mila persone dall'inizio dell'anno. E nonostante l'irrigidimento dei controlli al confine con la Serbia, ogni settimana dai 300 ai 400 migranti entrano in Bosnia.

La situazione più difficile è a Bihać. Abdulah Budimlic, a capo della Croce rossa locale, denuncia l'impossibilità di fornire assistenza ancora a lungo. "Siamo quasi al collasso dopo quattro mesi, solo Dio sa cosa ci aspetta per il futuro".

Il sindaco Suhret Fazlic si rivolge al Governo. "Naturalmente ci chiediamo perché queste persone siano dovute arrivare qui. Ma ora che ci sono lo Stato dovrebbe almeno garantire loro condizioni di vita dignitose".

La scorsa settimana l'Unione europea ha promesso altri sei milioni di euro in aiuti per fronteggiare l'emergenza, prima che le temperature comincino ad abbassarsi.

Questo ha ridato fiducia al Governo. Il ministro per la Sicurezza Dragan Mektic afferma: "Con questi fondi, penso che ce la faremo. Sono stati già stabiliti i tempi per mettere in piedi un'accoglienza adeguata in vista dell'inverno, dove i migranti potranno ricevere finalmente un trattamento umano".