ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Colombia, la pace sempre più lontana

Lettura in corso:

Colombia, la pace sempre più lontana

Colombia, la pace sempre più lontana
Dimensioni di testo Aa Aa

È ormai imminente, fra qualche giorno, il 7 di agosto, il passaggio di consegne fra il presidente colombiano uscente, Juan Manuel Santos, e il suo successore Ivan Duque. Eppure il lascito che si trova a ereditare il neopresidente non è di certo roseo. In queste ore sono falliti i colloqui con lo Eln, l'Esercito di Liberazione Nazionale che ha chiesto di sedersi attorno a un tavolo con il governo per discutere una transizione politica. Un fallimento annunciato visto che esiste uno scollamento fra la cupola dello Eln e molti dei suoi aderenti che di pace proprio non vogliono sentir parlare.

Ma non stanno bene nemmeno gli accordi di pace con le Farc. Già in campagna elettorale Duque aveva detto di volerli rivedere, poi c'era stato l'arresto di Jesus Santrich, numero tre dell'organizzazzione accusato di narcotraffico e con una richiesta di estradizione degli Stati Uniti sul capo. L'accusa era quella di aver discusso la vendita di una grossa partita di cocaina a un cartello messicano dopo la firma degli accordi.

Ma sono soprattutto i dissidenti delle Farc a rappresentare un problema. Fra i più noti alias Guacho. Relativamente giovane, ma già capace di controllare la frontiera con l'Ecuador e il traffico di stupefacenti. Da sempre membro delle Farc, anche se la segreteria è da oltre un anno che cerca di sminuire i rapporti con quest'uomo.

Il numero dei dissidenti varia da 1400 a 4000, secondo le agenzie di intelligence straniere. Obiettivo dei dissidenti è quello di arrivare a 9000 elementi entro la fine del 2019. E con i guadagni in grado di assicurare la droga, non è certo un progetto peregrino.