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Italia, intervista con Alan Friedman sul nuovo governo

Italia, intervista con Alan Friedman sul nuovo governo
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Di Simona Zecchi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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"Questo governo di populisti e demagoghi - euroscettico e anti-immigrati - terrà nel tempo e ora scopriremo cosa vuole dire avere per una delle più grandi economie d'Europa il primo governo su modello Trump."

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Per avere una prospettiva di più largo respiro, soprattutto europea, sul nuovo governo che oggi primo giugno 2018 è andato al Quirinale per il giuramento, abbiamo parlato con Alan Friedman, giornalista specializzato nella politica italiana e autore, fra l'altro, del recente libro "Dieci cose da sapere sull'economia italiana" edito da Newton Compton.

"Questo governo di populisti e demagoghi - euroscettico e anti-immigrati - terrà nel tempo e ora scopriremo cosa vuole dire avere in una delle maggiori  economie d'Europa il primo governo su modello Trump.

Andranno contro l'Europa o si calmeranno, adoterranno politiche economiche radicali che provocheranno buchi nell' economia italiana o si riveleranno più pragmatici?

Il fatto che Paolo Savona, il controverso economista anti-euro che è stato bloccato dal Presidente come Ministro del Tesoro italiano, sia stato messo da parte per poi rientrare come ministro degli Affari Europei, rappresenta un insulto per l'Europa. Savona ha parlato di un piano B per uscire dall'euro, lasciare l'attuale valuta... ma nel loro contratto ci sono promesse di spese per 100 miliardi di euro.

In questo momento i mercati finanziari si sono calmati dopo essersi spaventati, preoccupati per l'Italia e la svendita dei bond. Ma se il nuovo governo permetterà la creazione della flat tax (che creerà un buco nel budget e un deficit di 50 miliardi all'anno), o se proveranno a smantellare la riforma delle pensioni dal costo di 200 miliardi di euro - se metteranno in pratica tutte queste politiche irresponsabili, i mercati finanziari si intrometteranno, le agenzie di rating declasseranno il debito Italiano finendo per svalutare i bond, a quel punto nemmeno Mario Draghi e la sua politica del quantitative easing potranno salvare l'Italia."

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