Ascolta il mio cuore insegnerebbe la cosiddetta 'teoria gender'. Il caso denunciato dal sito osservatoriogender nel 2016, la scrittrice lo ha appreso oggi e si è detta impaurita per chi è bambino
La scrittrice italiana Bianca Pitzorno si è detta oggi esterefatta ed impaurita dopo aver appreso del caso di una famiglia di Carpi che, nel 2016, ha ritirato il figlio da scuola perché nell'istituto si leggeva il libro Ascolta il mio cuore, accusato da osservatoriogender.it di diffondere la cosidetta "teoria gender".
Il caso è stato sollevato due anni fa dal sito, progetto di Famiglia Domani, "associazione indipendente dai partiti politici, che ha come fine di difendere e di promuovere i valori familiari naturali e cristiani".
Secondo quanto si legge sull'articolo del sedicente osservatorio, "la famiglia è stata recentemente vittima di un subdolo attacco da parte dell’istruzione scolastica". Nel nostro caso, la Scuola Primaria “Carlo Collodi” di Carpi, parte di un istituto comprensivo statale.
"L'amara sorpresa" consisterebbe nella lettura di un libro consigliato dalla maestra, quello appunto di Bianca Pitzorno, scrittrice di origine sassarese tradotta nel mondo e ambasciatrice UNICEF. Questo il passaggio incriminato:
Pitzorno è definita "ardua combattente per le cause omosessualiste" e viene "proposta nelle scuole da circa 20 anni o più forse sotto il gran silenzio di tante persone che nemmeno si accorgono di ciò che passa loro sottomano, o forse con il mutuo consenso di chi invece vuole che queste cose passino."
La famiglia avrebbe fatto notare al preside gli "scandalosi contenuti" del libretto e chiedendo la rimozione del libro. Al rifiuto del dirigente, la "famiglia disperata" ha ritirato il figlio da scuola.
La reazione di Bianca Pitzorno
"Posso dirvi che sono esterrefatta?" ha scritto l'autrice su Facebook, chiedendo ai suoi lettori "Vi ho spinto a diventare omosessuali? O vi ho semplicemente 'spinto' a rispettare tutti gli altri anche se non la pensano come voi e non hanno fatto le vostre stesse scelte?"
In un secondo post, ha ringraziato i dirigenti scolastici e ha detto di "avere paura" per il bambino.
"Questo è solo un segnale. Staranno tornando i roghi? Sapete perchè li chiamavano (chiamano) 'finocchi'? Perchè la carne bruciata mandava un cattivo odore, e allora si aggiungevano alle fascine mazzi e mazzi di finocchi per profumare l'aria"
Positivi i commenti ai post della scrittrice sarda: in molti hanno mostrato solidarietà appoggiando la lezione di tolleranza. "L’unica cosa che possono inculcare i suoi libri è l’apertura mentale. Hanno cambiato la mia infanzia e l’hanno resa più bella", scrive una sua lettrice, Giulia Gazzo.
Osservatoriogender risponde, critica l'etimologia del termine "finocchio" e definisce Pitzorno "saccente".
La scrittrice, ospite oggi di Radio 3, ha detto che inizialmente credeva questo articolo fosse una parodia. "Quello che mi ha impressionato è che questo sito auspichi le scuole parentali per non fare correre il rischio ai figli di essere corrotti dai libretti gender".
No a liste nere o censura
L’assessore all’Istruzione e alle Pari opportunità del Comune di Carpi, Stefania Gasparini, conferma la veridicità della storia. A euronews ha raccontato che il 2016 è stato l'anno caldo su questa tematica con tante richieste da parte dei genitori "per capire meglio di cosa si trattasse".
"Sono rimasta molto perplessa, come assessorato non sono mai arrivate richieste di censura, anzi, come amministrazione comunale portiamo avanti progetti sul tema dell’affettività e delle relazioni, condivise con le famiglie e sulle quali non c’è mai stato alcun vento di polemica".
"Le liste nere dei libri o la richiesta di censura, a prescindere dal modo di pensare, non ha modo di appartenere alla nostra cultura e al nostro paese, tantomeno in una scuola".
Non è stato possibile contattare il dirigente scolastico, Tiziano Mantovani, ma aggiorneremo l'articolo con le sue dichiarazioni appena possibile.
Teoria gender, l'incubo peggiore dei cattolici integralisti
Esplosa fra il 2014 e il 2015 per la diffusione dei gruppi Whatsapp tra genitori, la questione della condanna dell’ideologia gender può essere in realtà fatta risalire a un documento del 2000 del Pontificio Consiglio per la Famiglia, si legge su Prismomag. "L’essere uomo o donna non sarebbe determinato fondamentalmente dal sesso, bensì dalla cultura. Tale ideologia attacca le fondamenta della famiglia e delle relazioni interpersonali”.
Ecco poste "le basi teoriche di un’ideologia che combacia perfettamente con gli incubi peggiori degli integralisti, per il semplice motivo che sono stati loro stessi a inventarla".
La scuola, scriveva il giornalista Leonardo Bianchi nel 2015, è diventata il bersaglio preferito della propaganda dei movimenti ultracattolici, "un gigantesco complotto "in cui i poteri forti tramano nell’ombra per legalizzare la pedofilia, somministrare “ormoni” ai bambini per farli diventare gay e – se resistono all’inevitabile – rinchiuderli in “campi di rieducazione”.
"I movimenti cattolici e gli estremisti sono riusciti a trasformarsi in una maggioranza oppressa da nemici invincibili, da sobillatori infiltrati nelle scuole per corrompere i bambini e dalla Gestapo del “politicamente corretto” che gli vuole tappare la bocca. È così che chi solitamente discrimina diventa magicamente il discriminato, in un ribaltamento di ruoli e uno stravolgimento della realtà che ha il solito obiettivo: quello di cristalizzare lo status quo e stroncare qualsiasi cambiamento sociale".
Cos'è l'Osservatoriogender
Famiglia Domani dietro al sito osservatoriogender.it è un'associazione nata nel 1987 e un tempo presieduta dal fu marchese Luigi Coda Nunziante, ex tesoriere del Msi, "popolarissimo anche tra i giovani del Fronte della Gioventù, che lo chiamavano semplicemente “comandante”.
In passato, Famiglia Domani ha organizzato convegni e manifestazioni, compresa la "Marcia Nazionale della Vita" nel 2011, e parte di una rete di attivisti, più o meno vicini a Opus Dei, Legionari di Cristo e al tradizionalismo cattolico, che in passato hanno avuto il patrocinio istituzionale della Lega.
"Incoraggiata fin dalla sua nascita dal Pontificio Consiglio per la Famiglia (lettera del Card. Gagnon del 27 marzo 1990)", si leggeva sul sito di Famiglia Domani, "è intervenuta su temi di grande portata morale come la vita, la famiglia, l’educazione, aggrediti oggi da una Rivoluzione culturale che mira a sovvertire la legge naturale, introducendo la teoria del gender nelle scuole e legalizzando le unioni “di fatto” e omosessuali.
Euronews ha contattato l'autore dell'articolo, Cristiano Lugli, che riferisce che la famiglia ha chiesto di rimanere anonima e che sia rispettata la sua privacy. Il bambino, ora pre-adolescente, "è stato ritirato dalla scuola statale e ora va in una scuola cattolica della diocesi".