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Doping, caso Froome: "Ho l'asma, darò tutte le spiegazioni"

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Doping, caso Froome: "Ho l'asma, darò tutte le spiegazioni"

Doping, caso Froome: "Ho l'asma, darò tutte le spiegazioni"
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"Stavo solo curando l’asma. Ringrazio tutti per il supporto dimostrato". Si difende così, con un tweet, il ciclista Chris Froome, trovato positivo al controllo anti-doping all'ultima edizione delle Vuelta. 

L’Unione Ciclistica Internazionale ha annunciato che il campione britannico, 32enne, vincitore quest’anno del Tour de France e della Vuelta a España ha fatto registrare una positività al Salbutamolo in un controllo antidoping effettuato il 7 settembre scorso proprio in occasione della gara a tappe spagnola che ha visto il nostro Vincenzo Nibali arrivare secondo.

L’utilizzo del Salbutamolo, noto farmaco antiasmatico, è consentito dall’agenzia mondiale antidoping, ma entro certe concentrazioni. Il corridore del Team Sky non risulta ancora ufficialmente sospeso in quanto il tipo di sostanza riscontrata non lo prevede in maniera automatica. La positività è stata comunicata a Froome il 20 settembre, lo stesso giorno in cui conquistò la medaglia di bronzo al Campionato del Mondo a cronometro di Bergen.

La difesa: "Tutti sanno che soffro di asma"

Froome soffre di asma, ha fatto sapere il team Sky, e il farmaco è fra quelli consentiti dalle regole Wada se preso a basso dosaggio. "Tutti sanno che soffro di asma, ma so quali sono le regole e sono stato attento a non superare le dosi consentite", questa la difesa del campione britannico Chris Froome, trovato positivo al salbutamolo a un controllo effettuato durante la Vuelta a settembre. "È noto che ho l'asma e so esattamente quali sono le regole. Uso un inalatore per gestire i miei sintomi (sempre entro i limiti consentiti) e so per certo che verrò testato ogni giorno indossando la maglia del leader della corsa".