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Repubblica Centroafricana: l'allarme delle ONG

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Di Simona Volta
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Repubblica Centroafricana: l'allarme delle ONG

Le violenze in Repubblica Centrafricana non si fermano. Anche questo giovedì sarebbero morte decine di persone negli scontri tra gruppi armati, principalmente le milizie anti-Balaka, a maggioranza cristiana e gruppi legati all’ex Séléka, a maggioranza musulmana

Secondo alcune organizzazioni umanitarie che si trovano nel Paese la situazione umanitaria è drammatica. Complicato distribuire gli aiuti alla popolazione.

“Ci troviamo – spiega Hélène Camus di ACTED – in una situazione decisamente drammatica a livello di popolazione civile che è quella che paga il prezzo maggiore in questo conflitto. Ci sono 600.000 sfollati all’interno del Paese e 550.000 rifugiati nei Paesi confinanti. È una crisi dimenticata. Il livello di violenza odierno non si era più visto dal 2014 e occorre veramente che ci si occupi di questa crisi, che ci si renda conto della sua ampiezza prima che si arrivi a una catastrofe umanitaria senza precedenti”.

Il segretario generale dell’Onu sarà nel Paese dal 24 al 27 ottobre. A lui le ONG chiedono di chiarire il mandato della missione di pace che dovrà essere rinnovata a novembre. Alla domanda se ci siano evidenze su un eventuale genocidio in atto nel Paese africano Guterres ha risposto che un tribunale speciale è stato istituito con l’aiuto dell’ONU per cercare eventuali responsabili. Ci sono segni di ripresa – ha aggiunto – ma ocorre sostenere la missione di peacekeeping dell’ONU e sostenere la pace”.

Una pace non semplice visto che attualmente l’80% del territorio è nelle mani dei gruppi ribelli e che un abitante su due per vivere dipende dagli aiuti umanitari.