Donald Trump: fra complottismo, omofobia e misoginia, una comunicazione "di pancia" ed efficace

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Di Euronews
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Trump è il "comunicatore 2.0". Sa parlare al popolo di internet con argomenti semplici, confondendo volontariamente Islam radicale e Islam tout court, facendo leva sul nazionalismo e ogni tanto anche

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Provocatore, contraddittorio, controverso, che lo si ami o lo si odi bisogna riconoscere che Donald Trump, miliardario magnate del settore immobiliare, oggi candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, sa far parlar di sé.

C‘è chi l’ha definito un “Reagan ++”. Come Ronald Reagan, non viene dall’ambiente politico. E dalla campagna di Reagan del 1980 ha riciclato lo slogan: “Rendiamo di nuovo grande l’America”. Laddove per “grande” intende soprattutto “ricca”: perché, da imprenditore figlio di imprenditore, conta di dirigere la nazione come un’impresa.

Spilla della campagna di Ronald Reagan nel 1980

E precisa di voler vedere contare il suo denaro da gente che porta la kippa. In linea con il suo sostegno a 360 gradi a Israele, paese che secondo lui Obama avrebbe danneggiato.
Se sarà eletto, dice, “Sposteremo l’ambasciata americana nella capitale eterna del popolo ebraico, Gerusalemme”.

Gli è stata rimproverata una fascinazione verso figure più o meno autoritarie. Ammira Putin e si dice pronto a rilanciare il dialogo con Kim Jong-un per convincerlo a rinunciare al programma nucleare nordcoreano. Passando da Pechino: “Io ci parlerei con lui – ha affermato -, non avrei nessun problema a parlarci. Al tempo stesso farei parecchia pressione sulla Cina. Abbiamo un enorme potere sulla Cina. La Cina può risolvere il problema con una riunione o una telefonata”.

È abilissimo a mobilitare il “popolo di internet” con argomenti “di pancia”: la guerra contro Isil e l’Islam radicale, confuso senza troppi giri di parole con l’Islam tout court. Mentre gli immigrati sono per lui la fonte di tutti i mali del paese, dall’economia alla sicurezza. Portano via il lavoro agli americani e commettono “crimini orribili”. E allora, bisogna costruire dei muri per tenerli fuori. Con buona pace dell’elettorato latino e afroamericano.

Eight Syrians were just caught on the southern border trying to get into the U.S. ISIS maybe? I told you so. WE NEED A BIG & BEAUTIFUL WALL!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) November 19, 2015

E che dire del riscaldamento globale se non che è tutto un complotto inventato dai cinesi per colpire l’America? E allora il testo, approvato anche dagli Stati Uniti alla Conferenza sul clima di dicembre, perde ogni valore: “Quindi dei burocrati stranieri controlleranno quello che usiamo e quello che facciamo nella nostra terra, nel nostro paese. Non se ne parla. Noi cancelleremo l’accordo sul clima di Parigi”, promette.

The concept of global warming was created by and for the Chinese in order to make U.S. manufacturing non-competitive.

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) November 6, 2012

Tra i voti che Trump si sta giocando con le sue esternazioni, quello femminile, in particolare dopo aver auspicato “una forma di punizione” per le donne che abortiscono. Una dichiarazione poi ritrattata, ma il danno, intanto, è stato fatto.

8 of the Sleaziest Things Donald Trump Has Said (“8 delle cose più squallide che Donald Trump ha detto”. Fonte: Rolling Stone)

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