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I rappresentanti diplomatici sauditi a Teheran sono rientrati a Riyad

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Di Andrea Neri
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Sono tornati a Riyad i rappresentanti dell’Arabia Saudita espulsi dall’Iran dopo l’esplosione della crisi diplomatica tra i due Paesi. L’esecuzione

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Sono tornati a Riyad i rappresentanti dell’Arabia Saudita espulsi dall’Iran dopo l’esplosione della crisi diplomatica tra i due Paesi.

L’esecuzione della condanna a morte di un imam sciita da parte dei sauditi e il successivo assalto alle sedi diplomatiche saudite a Teheran, ha innescato uno scontro che coinvolge ormai tutta la regione. Ieri anche il Kuwait ha richiamato il proprio ambasciatore in Iran.

“Siamo stati testimoni di una distruzione totale, con il saccheggio dell’ambasciata a Teheran e poi 3 giorni di orrore che abbiamo vissuto fino, grazie a Dio, ad arrivare qui all’aeroporto” racconta Mohammed al-Otabi, Segretario Generale dell’Ambasciata saudita a Teheran.

L’assalto all’ambasciata saudita è scattato all’indomani dell’uccisione per decapitazione, la notte tra l’1 e il 2 gennaio, dell’imam sciita Nirm al-Nimr, estremo oppositore del potere saudita ed accusato di terrorismo da parte di Riyad. Emirati Arabi Uniti, Sudan, Bahrein e per ultimo il Kuwait, hanno seguito l’esempio del regno saudita tagliando i ponti della diplomazia con la Repubblica Islamica.

Gli Stati Uniti – che tra l’altro vengono additati come i responsabili morali diretti dell’uccisione di al-Nimr dai radicali filo-raniani di Hezbollah – hanno lanciato un appello ad abbassare i toni, riportare la calma e non interrompere il dialogo tra Arabia Saudita e Iran. Appello fatto nella convinzione che la rottura diplomatica tra le due potenze sia destinata ad esacerbare le contrapposizioni su base religiosa tra sunniti e sciiti in tutto il Medio Oriente.

L’altro rischio più che evidente è che la guerra diplomatica tra Riyad e Teheran abbia ripercussioni dirette negli scenari di guerra siriano e yemenita. Contestie nei quali già i due Paesi stavano conducendo una guerra a distanza per l’influenza regionale. Negli ultimi tre giorni le autorità saudite tuttavia hanno affermato a più riprese che la crisi con l’Iran non avrà ripercussioni sul dialogo per trovare una soluzione alla guerra in Siria.

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