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Indonesia, l'esecuzione dei condannati è sempre più vicina

Indonesia, l'esecuzione dei condannati è sempre più vicina
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Continua la mobilitazione a Sydney per
tentare di fermare l’esecuzione in Indonesia dei due australiani condannati per traffico di droga che, insieme con altri otto, saranno fucilati entro domani. Il ministro degli Esteri australiano, Julie Bishop, ha chiesto nuovamente a Bali che prima dell’esecuzione siano investigate le asserzioni di corruzione giudiziaria e di interferenza politica che mettono in dubbio l’integrità delle sentenze.

“Entrambe potrebbero avere effetti sul risultato. Riflettono l’integrità della sentenza e di una possibile clemenza. Quindi chiediamo all’Indonesia di riesaminare il procedimento perchè dall’esecuzione, ovviamente, non si torna indietro”, ha detto la Bishop.

E la gente manifesta: anche davanti al consolato indonesiano di Sydney si continua ad invocare la clemenza. La Corte Costituzionale indonesiana ha fissato una data per riesaminare il caso il 12 maggio. Quando purtroppo sarà troppo tardi.
Al coro di opposizione alle condanne si è unito anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon. Ma il presidente indonesiano è intenzionato a mandare un messaggio forte contro l’abuso di droga che definisce “emergenza nazionale”.