Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

66 giornalisti uccisi nel 2014, aumentano i rapimenti

66 giornalisti uccisi nel 2014, aumentano i rapimenti
Diritti d'autore 
Di Salvatore Falco Agenzie: rsf.org
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

La maggior parte dei rapimenti è concentrata in Medio Oriente e Nord Africa. Rfs: "la Siria il paese più a rischio, morti sempre più barbare"

Sessantasei giornalisti sono stati uccisi nel 2014, meno rispetto al 2013, ma i sequestri sono aumentati di oltre un terzo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

“Raramente i giornalisti sono stati uccisi in nome di una così barbara propaganda”, commenta l’organizzazione Reporter Senza Frontiere, che pubblica il rapporto sulla libertà di stampa.

Il Paese più pericoloso è la Siria, dove sono stati uccisi 15 giornalisti. Spesso si è trattato di vere e proprie esecuzioni, come le decapitazioni di James Foley e Steven Sotloff.

I territori palestinesi, con 7 giornalisti uccisi e l’Ucraina con 6, completano l’elenco dei luoghi più pericolosi per la stampa. È inoltre raddoppiato il numero delle giornaliste uccise, salito a sei. Tra le ragioni di questo incremento, l’offensiva del sedicente Stato islamico, gli scontri tra milizie rivali in Libia e il conflitto in corso in Ucraina orientale.

L’altra faccia della repressione è il sequestro o l’arresto degli operatori dell’informazione. Egitto e Ucraina si contendono il primato dei giornalisti arrestati che nel mondo sono 178. 119 quelli presi in ostaggio.

La maggior parte dei rapimenti è concentrata in Medio Oriente e Nord Africa, con 29 giornalisti rapiti in Libia, 27 in Siria e 20 in Iraq, ma anche in Ucraina numerosi giornalisti sono stati sequestrati quest’anno nell’est del Paese. Ad oggi, 40 giornalisti e 3 citizen journalist restano nelle mani dei loro sequestratori.

La Cina resta il leader mondiale nella persecuzione della libertà di stampa. Sono almeno 33 i reporter attualmente in prigione, contro i 28 in Eritrea e i 19 dell’Iran.

“Questo container rappresenta la situazione dei giornalisti detenuti che sono 178 nel mondo – spiega Christophe Deloire, segretario generale di Reporter Senza Frontiere – L’Eritrea è in fondo alla lista della libertà di stampa. È un piccolo paese del Corno d’Africa, dove una trentina di giornalisti sono in carcere, nei campi di lavoro o in container come questo, dove vengono spesso torturati. È un Paese che conta anche 10.000 prigionieri politici”.

Restano numerosissimi i giornalisti minacciati o maltrattati per impedire loro di fare il proprio lavoro: 1.846 hanno subito minacce o aggressioni violente nel 2014 e 853 sono stati fermati dalle forze dell’ordine.

Killed, kidnapped, imprisoned. 2014 a very bleak year for journalists. 15 dead in #Syria http://t.co/d6GwCjd9OH pic.twitter.com/AHTqwBIQDg

— Joseph Willits (@josephwillits) December 16, 2014

Journalist kidnappings, attacks on increase, says Reporters without Borders RSF_RWB</a> report <a href="http://t.co/RFn2O656q6">http://t.co/RFn2O656q6</a> <a href="http://t.co/aQempudmdw">pic.twitter.com/aQempudmdw</a></p>&mdash; DW (English) (dw_english) December 16, 2014

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Media: BBC taglierà fino a 2.000 posti di lavoro nei prossimi due anni per risparmiare 575 milioni di euro di costi

Gaza piange il reporter di Al Jazeera Mohammed Wishah ucciso da drone israeliano

Milizia irachena sostenuta dall'Iran dichiara che rilascerà la giornalista Usa rapita