La decisione di DW di chiudere il servizio in lingua greca rientra in un piano di risparmi da 21 milioni di euro legato ai tagli ai finanziamenti pubblici
Il servizio in lingua greca dell'emittente radiotelevisiva pubblica internazionale tedesca Deutsche Welle sarà interrotto il 1° gennaio 2027 dopo 62 anni di attività. Si tratta di una decisione legata alle difficoltà finanziarie e alla necessità di ridurre i costi operativi. La chiusura è stata annunciata dall’organizzazione come parte di un più ampio pacchetto di misure volto a raggiungere risparmi per 21 milioni di euro.
Nella dichiarazione ufficiale, DW ha motivato la scelta sostenendo che la Grecia, in quanto membro di lunga data dell’Unione europea e democrazia stabile con un panorama mediatico pluralistico, non rientra più tra le priorità strategiche per la distribuzione delle risorse. Il servizio greco - si sottolinea - è l’unico tra i 32 servizi linguistici complessivi a essere completamente interrotto: altri programmi subiranno riduzioni o modifiche, ma nessun’altra lingua verrà eliminata.
Un servizio con oltre sei decenni di storia
Deutsche Welle ha evidenziato il ruolo storico svolto dal servizio in lingua greca, che ha fornito informazioni indipendenti anche durante il periodo della dittatura militare e ha rappresentato un canale di dialogo durante la crisi dell’euro, portando la prospettiva tedesca al pubblico greco.
Il presidente del Consiglio per le trasmissioni radiotelevisive, Carl Justen, ha dichiarato che la decisione non è stata presa alla leggera e ha suscitato dibattito interno, ma si è resa inevitabile alla luce dei tagli imposti. Secondo Justen, l’emittente deve concentrare le risorse su contesti mediatici più restrittivi, come Russia e Iran, dove il ruolo di informazione indipendente risulta particolarmente cruciale.
Riduzione dei finanziamenti e impatto occupazionale
Il piano di risparmi è stato elaborato dopo la riduzione della sovvenzione federale tedesca per il 2026, diminuita di 10 milioni di euro e fissata a 415 milioni. A ciò si aggiungono circa 11 milioni di euro di costi extra legati agli aumenti salariali previsti dal contratto collettivo, portando la necessità complessiva di riduzione delle spese a 21 milioni di euro.
Le misure includono la soppressione del servizio greco, la riduzione dell’offerta giornalistica in altre lingue, il ridimensionamento degli investimenti e l’abolizione di circa 160 posti a tempo pieno in tutta l’organizzazione, anche se non sono previsti licenziamenti. I risparmi saranno attuati - secondo la dirigenza - in modo socialmente responsabile e in linea con le priorità strategiche dell’emittente.
Ristrutturazione dell’offerta linguistica
Tra i cambiamenti previsti, l’offerta in lingua tedesca sarà riorganizzata con la fusione tra le piattaforme DW German e DW Learn German, accompagnata da una riduzione significativa del budget. Il nuovo prodotto combinerà contenuti giornalistici e strumenti per l’apprendimento linguistico, rivolgendosi soprattutto a utenti con livello linguistico intermedio-alto al di fuori dell’area DACH.
Altri interventi riguarderanno il portafoglio editoriale: saranno ridotti i budget per i servizi in portoghese destinati all’Africa e per quelli in Dari/Pashto rivolti all’Afghanistan, mentre diminuiranno alcune edizioni televisive in spagnolo. Verranno inoltre cancellati diversi programmi e riviste tematiche in varie lingue.
Oltre un terzo dei risparmi complessivi deriverà da interventi su infrastrutture e servizi amministrativi, compreso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per ridurre i costi. Saranno ridimensionati i programmi di formazione, gli eventi, gli investimenti tecnologici e l’espansione di nuovi uffici di corrispondenza internazionale, mentre si procederà a ulteriori tagli nei costi di produzione e distribuzione.
La chiusura del servizio greco segna dunque un passaggio simbolico nella riorganizzazione di Deutsche Welle, riflettendo un contesto globale in cui le priorità strategiche dei media internazionali si ridefiniscono in base a vincoli finanziari e scenari geopolitici.