Nuotatori si sono tuffati dalle rive del canale e si sono radunati lungo le banchine, nonostante il divieto, in vigore da anni, di fare il bagno nel corso d’acqua. Gli agenti di polizia hanno pattugliato la zona e ricordato le norme di sicurezza, ma molti residenti sono rimasti in acqua per tutto il pomeriggio. Le scene hanno messo in evidenza le difficoltà per le autorità, mentre il caldo insolitamente intenso spingeva i parigini a cercare sollievo nei corsi d’acqua pubblici non destinati alla balneazione.
Lungo il canale, i residenti hanno raccontato di appartamenti sovraffollati e di poche possibilità per sfuggire al caldo. Alcuni bagnanti hanno sostenuto che le passate iniziative di balneazione controllata avevano accresciuto la fiducia nella qualità dell’acqua, mentre altri hanno sottolineato che l’accesso a spazi pubblici freschi è diventato sempre più importante durante le ondate di calore. Le autorità hanno più volte messo in guardia dai rischi legati ai tuffi nel canale, tra cui incidenti, ostacoli sommersi e l’inquinamento dell’acqua.
L’assembramento è avvenuto mentre la Francia viveva uno dei periodi di maggio più caldi mai registrati, con temperature fino a 34 °C a Lione e 32 °C a Tolosa, mentre una potente cupola di calore soffoca l’Europa occidentale.
Gli esperti di clima affermano che l’ondata di calore del 2026 ha già superato il celebre episodio del maggio 1922 sia per intensità sia per durata, con record infranti, notti insolitamente calde e temperature estreme protratte nel tempo. Segnalano inoltre il carattere insolitamente precoce e diffuso del caldo, che a loro avviso riflette una tendenza più ampia a ondate di calore sempre più frequenti e intense, alimentate dai cambiamenti climatici di origine antropica in tutta Europa, in particolare in un continente che si sta riscaldando più rapidamente della media globale.