Ucraina e Moldova apriranno ufficialmente il sesto capitolo dei negoziati di adesione, quello sulle relazioni esterne, il 14 luglio. Restano ancora quattro capitoli bloccati e potrebbero essere affrontati a partire da settembre
I 27 Paesi dell’Unione europea hanno deciso all’unanimità di aprire un nuovo cluster di negoziati di adesione con Ucraina e Moldova, segnando un ulteriore passo nel loro lungo e complesso percorso verso l’adesione dei due Paesi.
Nel corso di una riunione venerdì pomeriggio, gli ambasciatori hanno approvato una posizione comune per sbloccare il cluster sei, che riguarda le relazioni esterne. La notizia è stata confermata dall’Irlanda, il Paese che detiene attualmente la presidenza di turno del Consiglio dell’UE.
Le cerimonie formali si terranno separatamente il 14 luglio a Bruxelles.
La decisione di venerdì si inserisce sulla scia della spinta generata dal cambio di governo in Ungheria, che ha posto fine a due anni di blocco del processo di adesione dell’Ucraina.
Il nuovo primo ministro ungherese, Péter Magyar, ha revocato il contestato veto all’inizio di giugno, spianando la strada all’apertura del cluster uno, noto come «fondamentali».
Il cluster sei era ampiamente considerato il passo successivo più semplice dopo la svolta, grazie al suo ambito limitato.
La decisione lascia ancora in sospeso quattro cluster: il cluster due (mercato interno), il cluster tre (competitività e crescita inclusiva), il cluster quattro (agenda verde e connettività sostenibile) e il cluster cinque (risorse, agricoltura e coesione).
La Commissione europea ritiene che sia l’Ucraina sia la Moldova siano tecnicamente pronte ad aprirli tutti. Spetta quindi alla politica decidere i prossimi passi.
Kiev ha chiesto pubblicamente di compiere tutti i passi prima della pausa estiva, un obiettivo condiviso dalla Commissione e dalla maggioranza degli Stati membri.
«È importante mantenere questo slancio», ha dichiarato un diplomatico.
Magyar però ha espresso forti riserve su un ritmo così rapido, sostenendo che equivarrebbe a una «adesione accelerata» e finirebbe per indebolire i negoziati di adesione con i Paesi dei Balcani occidentali, in attesa da molto più tempo.
Ormai è quasi certo che l’obiettivo di luglio non sarà centrato e che i cluster rimanenti saranno affrontati uno per uno a partire da settembre.
Una volta sbloccato un cluster, il Paese candidato inizia a negoziare singolarmente i capitoli tematici che lo compongono.