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Rajoy, ex premier spagnolo: 'Francia gioca senza francesi', scoppia polemica internazionale

Immagine d'archivio, Mariano Rajoy, anno 2013
Foto d'archivio, Mariano Rajoy, 2013 Diritti d'autore  Copyright 2013 AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2013 AP. All rights reserved.
Di Alexander Kazakevich & Jesús Maturana
Pubblicato il
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L'ex premier Mariano Rajoy è di nuovo al centro delle polemiche per un editoriale sul Mondiale. Su Francia, rivale della Spagna, ha scritto che ha "un livello altissimo, ma senza francesi". Esponenti politici dei due Paesi denunciano una scivolata razzista

Mariano Rajoy firma una rubrica dopo ogni partita della nazionale spagnola in El Debate dall'inizio del Mondiale. Quella di venerdì, intitolata "Hoy llegó el desquite", ripercorreva la vittoria della Spagna contro il Belgio e anticipava ciò che attende la nazionale: la sfida in semifinale contro la Francia.

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È lì che l'ex premier ha inserito la frase che ha finito per monopolizzare la conversazione. Dopo aver riconosciuto che la Francia "è stata due volte campione del mondo e finalista nell'ultima edizione", che "ha vinto tutte le partite disputate in questo Mondiale" e che occupa "la prima posizione del ranking FIFA", ha aggiunto: "Ha, inoltre, una rosa di altissimo livello. Beninteso, senza francesi".

Il problema è che l'affermazione non regge ai dati. Dei 26 calciatori convocati da Didier Deschamps, solo tre sono nati fuori dalla Francia: Michael Olise, nato a Londra da padre britannico-nigeriano e madre franco-algerina; Marcus Thuram, nato a Parma perché suo padre, Lilian Thuram, giocava allora in Italia; e Brice Samba, nato nella Repubblica Democratica del Congo. Tutti e tre hanno la nazionalità francese e sono cresciuti, per la maggior parte, all'interno del sistema di formazione calcistica del Paese.

La risposta del governo spagnolo

La reazione dell'Esecutivo non si è fatta attendere. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha attaccato Rajoy su X citando la sua colonna e definendolo "uno zuccone postfranchista corrotto che il potere giudiziario di questo Paese ha risparmiato dal carcere attraverso una porta laterale".

Puente ha sottolineato in particolare due passaggi del testo: uno riferito ai "rojos", in allusione, secondo la sua lettura, sia ai Diablos Rojos belgi sia alla sinistra spagnola, e quello già citato sulla nazionale francese.

Per Mariano Rajoy, che ha presieduto il governo spagnolo tra il 2011 e il 2018, non è la prima volta che calcio e politica si intrecciano nelle sue colonne su questo Mondiale. Ciò che è meno abituale è che una sua opinione sportiva finisca per trasformarsi in una questione di scontro istituzionale, con un ministro in carica che risponde direttamente a un ex premier per un commento sulla nazionalità dei calciatori avversari.

Al momento non ci sono ulteriori commenti da parte del premier spagnolo, Pedro Sánchez, che ha dovuto riorganizzare la sua agenda dopo l'incendio di Los Gallardos, rinviando impegni ufficiali come quello della Verja di Gibilterra prevista per lunedì.

Un dibattito che dura da quasi 30 anni

Il commento di Rajoy non nasce dal nulla. Si inserisce in una discussione che attraversa il calcio francese da quando Zinedine Zidane, Lilian Thuram, Marcel Desailly e Patrick Vieira hanno alzato la prima Coppa del Mondo nel 1998.

Quella squadra, composta da figli o nipoti di immigrati provenienti da ex colonie francesi, fu acclamata come simbolo di una Francia diversa, "black-blanc-beur", e come modello di integrazione. Non tutti la vedevano così.

Il Front National di Jean-Marie Le Pen sosteneva allora che quella squadra non rappresentasse la Francia e che fosse "artificiale portare giocatori dall'estero e battezzarli come nazionale francese". Il leader di estrema destra ha reiterato le sue critiche ai "Bleus di colore" negli anni successivi.

Quel discorso, indicato all'epoca come razzista, ha lasciato un segno che è riemerso in diversi momenti della politica francese, legato al dibattito su immigrazione e identità nazionale. La frase di Rajoy, pur formulata quasi tre decenni dopo, riprende la stessa logica: mettere in discussione la nazionalità di giocatori nati e formatisi in maggioranza in Francia in base alle origini delle loro famiglie.

Reazioni in Francia: "Un razzismo ripugnante"

In Francia, la dichiarazione dell'ex primo ministro conservatore ha già suscitato numerose reazioni sui social network, mentre cominciano a emergere le prime prese di posizione politiche.

Il segretario nazionale del Partito comunista francese, Fabien Roussel, ha chiesto in un messaggio pubblicato su X che Mariano Rajoy venga "condannato", paragonando il suo articolo di opinione su "El Debate" ai commenti razzisti pronunciati da una senatrice paraguaiana contro il capitano dei Bleus, Kylian Mbappé.

Queste dichiarazioni hanno portato all'apertura di un'indagine da parte della Procura di Parigi per "ingiurie pubbliche aggravate", dopo la ricezione di una denuncia presentata dalla Federazione francese di calcio (FFF) al Centro nazionale di lotta contro l'odio online di Parigi.

"Non riescono a trattenersi dal mostrare un razzismo ripugnante nel tentativo di mandare fuori giri la nostra meravigliosa nazionale francese!", ha scritto Fabien Roussel.

"Euronews" ha chiesto una reazione all'Eliseo, che non aveva ancora risposto al momento della pubblicazione di questo articolo. Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, dovrebbe essere a Parigi martedì in occasione del 14 luglio, che coincide con la partita tra Francia e Spagna.

Per ovvi motivi di calendario, Emmanuel Macron non si recherà negli Stati Uniti per assistere alla partita. Tuttavia, i nostri colleghi di "Le Parisien" riferiscono che il presidente francese viaggerebbe in caso di qualificazione della squadra alla finale.

Non è ancora stato precisato se Emmanuel Macron seguirà comunque la partita, che inizierà alle 21:00, ora francese, né in quali condizioni. Dopo la parata militare, il capo dello Stato parteciperà alla commemorazione del decimo anniversario dell'attentato di Nizza, che causò 86 vittime durante i fuochi d'artificio sul Promenade des Anglais.

Secondo un comunicato dell'Eliseo, l'agenda pubblica del presidente francese si concluderà alle 19:10 con il saluto alle famiglie delle vittime e ai rappresentanti delle forze intervenute in quel momento.

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