Il ministro francese degli Affari europei Benjamin Haddad dice a Euronews che l’Europa non deve far decidere ad altri la sua sicurezza
L’Europa deve prepararsi ad aprire un proprio canale diplomatico con la Russia, ma senza abbassare la pressione politica ed economica su Mosca e senza ridurre il sostegno all’Ucraina. È questa la linea espressa dal ministro francese per gli Affari europei, Benjamin Haddad, durante un’intervista concessa a Euronews, in un momento particolarmente delicato per la strategia internazionale dell’Unione europea.
Le dichiarazioni arrivano mentre Bruxelles sta valutando l’ipotesi di nominare un inviato specialeincaricato di riaprire un dialogo diretto con il Cremlino. Secondo Haddad, però, la Russia non starebbe mostrando un reale interesse verso un cessate il fuoco né verso una soluzione diplomatica del conflitto. Nonostante questo, il ministro francese ritiene necessario che l’Europa si faccia trovare pronta a gestire eventuali aperture future sul piano diplomatico.
Haddad: “Mosca sta perdendo terreno"
Nel corso dell’intervista, Haddad ha sostenuto che la strategia russa di dividere gli Stati europei avrebbe prodotto l’effetto opposto. “Per molto tempo Mosca ha sperato di indebolire la determinazione europea. Abbiamo visto esattamente il contrario”, ha dichiarato il ministro francese.
Secondo Parigi, infatti, l’Europa avrebbe rafforzato il proprio sostegno all’Ucraina sia sul piano militare che su quello economico. Haddad ha inoltre sottolineato come la Russia stia progressivamente perdendo influenza anche a livello internazionale.
Tra gli esempi citati dal ministro figura l’Armenia, storicamente vicina a Mosca ma oggi sempre più orientata verso l’Europa dopo l’invasione russa dell’Ucraina iniziata nel 2022. Un segnale che, secondo la Francia, dimostrerebbe il progressivo isolamento diplomatico del Cremlino.
L’Unione europea divisa sui negoziati con Putin
La questione del dialogo diretto con la Russia sarà discussa nei prossimi giorni dai ministri degli Esteri dell’UE. Sul tavolo c’è la possibilità di superare almeno in parte l’isolamento diplomatico imposto a Mosca dopo l’inizio della guerra.
Negli ultimi mesi il presidente francese Emmanuel Macron e la premier italiana Giorgia Meloni avevano espresso apertura verso un coinvolgimento più diretto dell’Europa nei colloqui con il presidente russo Vladimir Putin.
L’esclusione degli europei dai negoziati mediati dagli Stati Uniti ha infatti alimentato forti preoccupazioni a Bruxelles, soprattutto per il rischio che il futuro equilibrio della sicurezza europea venga deciso senza una partecipazione attiva dell’UE.
Macron aveva persino inviato il suo consigliere diplomatico Emmanuel Bonne a Mosca per tentare un contatto con il Cremlino, ma l’iniziativa non aveva prodotto risultati concreti dopo il rifiuto del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.
I Paesi dell’Est Europa frenano sull’apertura a Mosca
Non tutti i governi europei, però, condividono l’idea di un dialogo diretto con Putin. Le nazioni dell’Europa orientale restano fortemente scettiche rispetto a qualsiasi riavvicinamento diplomatico con Mosca.
Il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha avvertito che eventuali negoziati diretti rischierebbero di trasformare l’UE in un “mediatore neutrale”, aumentando le pressioni per un alleggerimento delle sanzioni contro la Russia.
Sulla stessa linea anche il presidente lettone Edgars Rinkēvičs, secondo cui Mosca potrebbe sfruttare qualsiasi apertura europea come un’operazione di propaganda internazionale senza offrire reali concessioni sul fronte della guerra.
Le parole di Haddad sembrano quindi rappresentare una posizione più prudente rispetto alle precedenti aperture francesi, avvicinandosi maggiormente alle sensibilità dei Paesi baltici e dell’Europa orientale.
Francia favorevole all’ingresso dell’Ucraina nell’UE
Nel corso dell’intervista, Haddad ha anche confermato il sostegno della Francia al percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Un tema considerato strategico dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che vede nell’ingresso nell’UE una futura garanzia di sicurezza per il Paese.
Più fredda, invece, la reazione europea alla proposta avanzata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz di concedere a Kiev uno status di “associato”, che permetterebbe all’Ucraina di partecipare alle discussioni europee senza ottenere pieni diritti di voto.
La Francia continua a sostenere un’integrazione graduale, mantenendo però alta l’attenzione sui criteri necessari per l’adesione completa all’UE. “Vogliamo che l’Ucraina diventi un membro a pieno titolo dell’Unione europea”, ha spiegato Haddad, aggiungendo che Parigi è pronta a discutere nuove modalità per accelerare il processo di integrazione europea di Kiev.