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Capo del cyberspionaggio UK: «L'IA forza inarrestabile», allarme sulle minacce dalla Russia

Display numerico dei codici di errore all'interno di un computer a Jersey City, 23 febbraio 2019
Il display numerico per i codici di errore all'interno di un computer a Jersey City, 23 febbraio 2019 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
Pubblicato il
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Negli ultimi mesi le autorità di Svezia, Polonia, Danimarca e Norvegia hanno denunciato attacchi di hacker legati alla Russia contro infrastrutture critiche, comprese centrali elettriche e dighe

Il GCHQ, l’agenzia dei servizi segreti del Regno Unito specializzata in cybersicurezza e intelligence elettronica, lancia l’allarme sull’uso dell’intelligenza artificiale come nuova arma geopolitica.

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Secondo la direttrice Anne Keast-Butler, il mondo occidentale si trova ormai «in uno spazio tra pace e guerra», dove cyberattacchi, sabotaggi digitali e operazioni ibride vengono utilizzati ogni giorno sotto la soglia del conflitto militare tradizionale.

Nel suo intervento, la responsabile dell’intelligence britannica ha avvertito che il rischio di escalation e di errori di calcolo non è mai stato così elevato negli ultimi decenni. Al centro della preoccupazione c’è soprattutto la rapidissima evoluzione dell’intelligenza artificiale, sempre più impiegata in attività offensive nel cyberspazio.

Intelligenza artificiale usata come arma nel cyberspazio

Nel discorso pronunciato a Bletchley Park, storico centro britannico della crittografia durante la Seconda guerra mondiale, Keast-Butler ha definito l’intelligenza artificiale «una forza inarrestabile» capace di offrire enormi opportunità ma anche rischi senza precedenti.

Secondo la direttrice del GCHQ, le aziende tecnologiche stanno sviluppando strumenti basati sull’IA «a un ritmo sorprendente», mentre gli algoritmi vengono sempre più spesso trasformati in strumenti di guerra cibernetica. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, può essere utilizzata per cyberattacchi, manipolazione dell’informazione, campagne di disinformazione e attività di spionaggio digitale.

Keast-Butler ha inoltre sottolineato che il rapido progresso tecnologico sta riducendo il vantaggio strategico dell’Occidente rispetto a potenze come la Cina, definita una vera «superpotenza» scientifica e tecnologica.

La Russia intensifica la guerra ibrida contro l’Occidente

Nel suo intervento, Anne Keast-Butler ha indicato la Russia come la principale minaccia alla sicurezza europea e britannica. Mosca, ha detto, starebbe intensificando una «attività ibrida quotidiana» contro Regno Unito ed Europa, combinando cyberattacchi, sabotaggi, disinformazione e operazioni clandestine.

Tra gli obiettivi sensibili ci sarebbero infrastrutture energetiche, reti di comunicazione, processi democratici e catene di approvvigionamento strategiche. Particolare attenzione viene riservata ai cavi sottomarini e agli oleodotti presenti nelle acque britanniche, considerati infrastrutture fondamentali per la sicurezza nazionale.

La direttrice del GCHQ ha spiegato che una parte importante del lavoro dell’intelligence britannica consiste nell’analizzare le capacità subacquee russe e nell’identificare possibili minacce contro le infrastrutture critiche europee.

Guerra in Ucraina: le perdite russe e il fronte cyber

Keast-Butler ha affrontato anche il tema della guerra in Ucraina, sostenendo che le forze russe starebbero arretrando sul campo di battaglia nonostante l’intensificazione delle attività ibride contro l’Occidente.

Secondo le informazioni di intelligence citate nel discorso, i soldati russi uccisi dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022 si avvicinerebbero al mezzo milione. Una cifra che evidenzierebbe il costo enorme sostenuto da Mosca nel conflitto.

Negli ultimi mesi diversi Paesi europei, tra cui Svezia, Polonia, Danimarca e Norvegia, hanno denunciato attacchi informatici attribuiti a gruppi hacker legati alla Russia contro centrali elettriche, reti energetiche e altre infrastrutture strategiche.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella difesa cibernetica

La direttrice del GCHQ ha però evidenziato anche le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale nella difesa informatica. L’agenzia britannica starebbe lavorando a un piano per integrare sistemi avanzati di IA agentica nella cybersicurezza nazionale, sviluppando strumenti capaci di reagire agli attacchi «alla velocità delle macchine».

Secondo Keast-Butler, l’IA potrebbe aiutare gli analisti a migliorare il rilevamento delle minacce, tradurre rapidamente lingue straniere e individuare segnali sospetti all’interno di enormi quantità di dati.

Per la responsabile dell’intelligence britannica, tuttavia, la cybersicurezza non può più essere considerata un tema riservato esclusivamente agli specialisti. Serve uno sforzo collettivo «dalle sale dei consigli di amministrazione ai salotti delle case» per affrontare minacce che evolvono molto più rapidamente delle capacità di difesa tradizionali.

Bletchley Park: dalle macchine Enigma alla guerra digitale

La scelta di Bletchley Park come sede del discorso ha anche un forte valore simbolico. Durante la Seconda guerra mondiale, il centro ospitò matematici, crittografi e scienziati impegnati nella decifrazione dei codici segreti della macchina Enigma utilizzata dalla Germania nazista.

Quel lavoro contribuì ad abbreviare la guerra e accelerò la nascita dell’informatica moderna. Oggi, secondo il GCHQ, la sfida si ripresenta in una forma completamente nuova: una guerra combattuta non soltanto con armi convenzionali, ma con algoritmi, dati e intelligenza artificiale.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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