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L'UE cambia rotta sui negoziati diretti con Mosca: "Difficile parlare con chi vuole ucciderti"

L’alto rappresentante Kaja Kallas presiederà la riunione informale.
L'Alto rappresentante Kaja Kallas presiederà la riunione informale. Diritti d'autore  European Union, 2026.
Diritti d'autore European Union, 2026.
Di Jorge Liboreiro & Luca Bertuzzi & Sasha Vakulina
Pubblicato il
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La minaccia russa di colpire i diplomatici a Kiev ha cambiato il dibattito sull'opportunità per l'UE di avviare colloqui diretti con Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina. I ministri degli Esteri discuteranno il delicato dossier a Cipro

La prospettiva europea di avviare un dialogo diretto con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina si allontana, mentre Mosca minaccia di colpire le ambasciate a Kiev e i ministri degli Esteri dell'UE si riuniscono a Cipro.

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L'idea di avviare colloqui diretti, presente a fasi alterne sull'agenda politica da gennaio, ha guadagnato slancio all'inizio di questo mese dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto agli europei di nominare un inviato speciale.

L’appello ha portato alla circolazione di vari nomi per questo incarico ad alto rischio, tra cui il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente del Consiglio europeo António Costa, l’ex premier italiano Mario Draghi e l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel.

La discussione però ha preso una nuova piega dopo i massicci attacchi aerei russi del fine settimana, che hanno distrutto edifici residenziali, supermercati, scuole e infrastrutture energetiche in tutta Kiev. Nell'attacco, che ha provocato vittime, è stato utilizzato anche un missile balistico ipersonico Oreshnik.

In seguito agli attacchi, il Cremlino ha invitato le missioni diplomatiche e le organizzazioni internazionali a lasciare la capitale ucraina “il prima possibile”. Il messaggio è stato interpretato come una minaccia diretta contro i rappresentanti europei presenti sul terreno.

In risposta, Germania, Francia, Spagna, Polonia, Paesi Bassi ed Estonia, tra gli altri, hanno convocato gli ambasciatori russi per esprimere il proprio sdegno.

Questi sviluppi hanno definito il clima della riunione informale dei ministri degli Esteri a Cipro, iniziata con una cena mercoledì e destinata a proseguire giovedì.

“È piuttosto difficile parlare con qualcuno che vuole ucciderti”, ha dichiarato un funzionario dell’UE.

A Bruxelles, l’escalation della retorica russa e i bombardamenti su larga scala sono stati interpretati come il risultato di difficoltà sul campo di battaglia, dove la controffensiva ucraina ha ottenuto importanti progressi dall’inizio dell’anno.

Un diplomatico ha osservato che parlare di nomi in questa fase sarebbe “semplicemente stupido”.

Un secondo diplomatico ha sottolineato che bisogna capire se sia davvero necessario un inviato speciale; in secondo luogo, a quale livello dovrebbero svolgersi i negoziati; e infine, su quali basi l’UE dovrebbe negoziare.

L'Alto rappresentante Kaja Kallas, che più volte ha espresso scetticismo sui colloqui diretti con la Russia, cercherà di avvicinare i ministri a una posizione comune.

In un documento che Kallas ha fatto circolare tra i governi dell'UE all'inizio dell'anno, una possibile posizione comune prevedeva un cessate il fuoco totale durante i negoziati di pace, il ritiro reciproco delle truppe dalla zona di guerra, nessun riconoscimento formale dei territori occupati e la creazione di un tribunale per perseguire i crimini di guerra.

Sebbene non siano state apportate modifiche sostanziali a questa posizione iniziale, dopo la visita di Kallas in Moldova all'inizio del mese cresce la consapevolezza che anche la regione separatista della Transnistria debba essere considerata parte della sicurezza europea.

Per la prima volta, la posizione del blocco su eventuali colloqui negoziali con la Russia sarà sul tavolo dei ministri degli Esteri, sia pure in un dibattito informale.

Fonti diplomatiche sottolineano che l'obiettivo non è ottenere un mandato formale a negoziare, ma allineare le capitali e farsi trovare pronti quando arriverà il momento di avviare vere trattative.

"L'unico linguaggio che Putin capisce è quello della forza e della fermezza", ha dichiarato a Euronews l'ex primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk.

"Ciò che serve all'Ucraina e a tutti in Europa è capire che Putin reagirà solo se faremo il massimo per prosciugare la sua economia, le sue forze armate e la sua influenza politica".

Le aspettative di un avanzamento concreto sono basse, viste le profonde divisioni tra gli Stati membri: alcuni non vogliono impegnarsi direttamente con Mosca e preferiscono inasprire le sanzioni economiche. La retorica sempre più aggressiva della Russia complica ulteriormente il quadro.

Perfino la Francia, Paese tra i sostenitori più attivi del dialogo con Mosca, ha avvertito che le attuali circostanze non sono adatte per negoziare.

Per ora, la riunione di giovedì è vista come un'occasione per i ministri di esprimersi liberamente e spianare la strada al vertice dei leader dell'UE di metà giugno, durante il quale si prevede sarà affrontata la questione se porre fine o meno all'isolamento diplomatico della Russia.

Oltre all'Ucraina, i ministri degli Esteri discuteranno della situazione in Medio Oriente, della chiusura dello stretto di Hormuz e dei lavori in corso per elaborare una strategia di sicurezza.

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