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Ungheria, Magyar a Bruxelles per rilanciare i rapporti Ue e sbloccare i fondi congelati

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen (a destra), saluta il primo ministro ungherese Peter Magyar prima di un incontro alla sede dell’UE a Bruxelles.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (a destra) saluta il primo ministro ungherese Peter Magyar prima di un incontro alla sede dell'UE a Bruxelles, Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Sandor Zsiros
Pubblicato il
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Il primo ministro ungherese Péter Magyar a Bruxelles per incontri che includono un accordo di rilancio con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, mentre Budapest punta a sbloccare 10 miliardi di euro di fondi per la ripresa congelati prima della scadenza agosto

Il nuovo primo ministro ungherese Péter Magyar sarà a Bruxelles venerdì per un incontro con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, con l’obiettivo di rilanciare i rapporti tra l’Ungheria e l’Unione europea e avviare il percorso per lo sblocco dei fondi europei congelati negli ultimi anni.

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La visita rappresenta uno dei primi passaggi diplomatici chiave del nuovo governo guidato da Magyar, dopo la netta vittoria elettorale del partito Tisza alle parlamentari di aprile che ha posto fine all’era politica di Viktor Orbán. Il nuovo esecutivo ha promesso una normalizzazione dei rapporti con Bruxelles, puntando a recuperare circa 17 miliardi di euro di risorse europee bloccate per le preoccupazioni legate alla corruzione e allo Stato di diritto.

Prima dell’incontro con von der Leyen, Magyar vedrà giovedì il primo ministro belga Bart De Wever e il segretario generale della NATO Mark Rutte. Ad annunciare la missione è stato lo stesso premier ungherese attraverso i social network.

Secondo fonti vicine ai negoziati, l’obiettivo immediato dell’incontro di venerdì è raggiungere un accordo politico simbolico che definisca un calendario per l’accesso ai fondi europei. Budapest dovrà rispettare entro la fine di agosto tutte le condizioni ancora aperte richieste da Bruxelles per poter ricevere i primi pagamenti entro la fine dell’anno.

La corsa contro il tempo per il Recovery Fund

La priorità più urgente riguarda i 10,4 miliardi di euro destinati all’Ungheria nell’ambito del dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza post-pandemia. Il Paese rischia infatti di perdere l’intera somma se non completerà le riforme richieste entro agosto.

Il pacchetto comprende 6,5 miliardi di euro in sovvenzioni e 3,9 miliardi in prestiti. La Commissione europea avrebbe invitato Budapest a concentrarsi soprattutto sulla componente a fondo perduto, considerata la fragile situazione delle finanze pubbliche ungheresi.

Il governo Magyar sta già lavorando a una revisione del piano nazionale di ripresa. Tra le priorità figurano investimenti nelle infrastrutture ferroviarie, nel settore energetico e nell’edilizia residenziale in affitto. Lo stesso premier ha ammesso che ottenere l’intera dotazione potrebbe essere difficile, ma ha ribadito che ogni risorsa recuperata sarà essenziale per rilanciare l’economia nazionale.

Stato di diritto, Erasmus+ e difesa europea

Sul tavolo del confronto con Bruxelles restano anche altri dossier delicati. Una parte consistente dei fondi di coesione europei continua a essere congelata e il loro sblocco dipende dal rispetto delle condizioni sullo Stato di diritto.

Tra le richieste dell’UE figurano il rafforzamento dell’indipendenza della magistratura, la riduzione dell’influenza politica nelle nomine dei giudici e modifiche alla legislazione anti-LGBTQ+ e alle norme sull’asilo introdotte durante il governo Orbán.

Il premier ungherese potrebbe inoltre cercare un’intesa per riaprire la partecipazione degli studenti ungheresi al programma Erasmus+, dopo l’esclusione di diverse università del Paese a causa del loro passaggio a fondazioni private.

Nel confronto potrebbe entrare anche il tema della difesa europea, in particolare la possibile adesione dell’Ungheria al programma SAFE, il nuovo schema comune europeo per il finanziamento della sicurezza e della difesa.

Ucraina e allargamento dell’UE

Un altro punto centrale del colloquio sarà la posizione dell’Ungheria sull’adesione dell’Ucraina all’UE. Il precedente governo Orbán aveva bloccato l’apertura dei negoziati con Kiev, sostenendo che l’ingresso dell’Ucraina avrebbe rappresentato un rischio economico e di sicurezza per l’Europa.

L’esecutivo guidato da Magyar ha invece aperto alla possibilità di sbloccare il primo capitolo negoziale, purché Kiev affronti le questioni relative ai diritti linguistici ed educativi della minoranza ungherese nella regione della Transcarpazia.

I colloqui tecnici tra Budapest e Kiev proseguono, mentre la commissaria europea all’Allargamento Marta Kos ha dichiarato di aspettarsi il via libera all’apertura del primo capitolo negoziale già nel mese di giugno.

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