I comandanti dei droni ucraini al fronte dicono che la guerra moderna cambia più in fretta degli eserciti europei. Mentre Berlino corre a riarmarsi, i soldati di Kyiv sostengono che il futuro dipenderà da droni, produzione di massa e operatori esperti
La guerra in Ucraina sta riscrivendo le regole del conflitto moderno. Sul campo di battaglia, i droni stanno progressivamente sostituendo i mezzi pesanti tradizionali, imponendo nuove dottrine militari e trasformando il modo in cui gli eserciti combattono, si difendono e si preparano a eventuali guerre future.
È questo il messaggio lanciato da alcuni ufficiali del 413º Reggimento Sistemi senza equipaggio “RAID” delle Forze armate ucraine durante una conferenza organizzata a Berlino dal German-Ukrainian Bureau. Secondo i militari di Kiev, molti eserciti europei – Germania compresa – non sarebbero ancora pronti ad affrontare una guerra incentrata sui droni.
“I carri armati non sono più centrali”
A spiegare il cambiamento è stato il caporale Dmytro Zhluktenko, responsabile dell’analisi delle lezioni apprese in combattimento all’interno del reggimento ucraino.
“Nell’ultimo anno ho visto un solo carro armato sul campo di battaglia”, ha dichiarato, sottolineando come il conflitto abbia radicalmente modificato le priorità operative.
Secondo Zhluktenko, molti approcci militari occidentali sono ormai superati. “Quando parli con i militari tedeschi, ti dicono che servono carri armati perché sono la cosa più importante in guerra. Noi non la pensiamo così, perché il modo di combattere è cambiato talmente tanto dal 2022 che i vecchi approcci non funzionano più.”
Per gli ufficiali ucraini, la rapidità con cui evolve la tecnologia rende impossibile affidarsi esclusivamente ai sistemi tradizionali. I droni possono essere acquistati e aggiornati rapidamente, mentre i mezzi pesanti richiedono tempi lunghi di produzione e adattamento.
La Germania accelera, ma resta indietro
Negli ultimi anni Berlino ha avviato una profonda riorganizzazione della Bundeswehr nell’ambito della cosiddetta Zeitenwende, la “svolta epocale” annunciata dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
La Germania ha aumentato la spesa militare e sta rafforzando sia il personale sia gli equipaggiamenti. Entro il 2027, la brigata carri 45 schierata in Lituania dovrebbe ricevere 123 carri Leopard 2A8 e migliaia di droni d’attacco.
Per gli ufficiali ucraini, tuttavia, questo non basta.
Il capitano Oleksandr Voitko, vicecomandante del reggimento RAID, sostiene che la Bundeswehr continui a sottovalutare l’importanza dei droni FPV kamikaze e dei droni bombardieri capaci di sganciare esplosivi.
“Gli eserciti hanno bisogno di tanti droni kamikaze FPV quanto di proiettili”, ha affermato.
Secondo Voitko, proprio questi due sistemi sarebbero oggi responsabili della maggior parte delle perdite subite dalla fanteria russa in Ucraina. “L’80% della fanteria russa viene distrutta da questi due tipi di droni”, ha spiegato.
Il nodo dell’addestramento
Oltre alla quantità di droni disponibili, gli ufficiali ucraini evidenziano un altro problema: la carenza di piloti specializzati.
“Una questione molto importante non è solo il numero di droni, ma anche il numero di piloti addestrati”, ha detto Voitko, aggiungendo di dubitare che l’esercito tedesco disponga oggi di un numero sufficiente di operatori qualificati.
Per colmare questo gap, Berlino ha deciso di integrare l’utilizzo dei droni nell’addestramento militare di base entro la fine dell’anno. Inoltre, Germania e Ucraina hanno firmato un accordo che consente a soldati ucraini con esperienza al fronte di partecipare direttamente alla formazione delle truppe tedesche.
Gli istruttori di Kiev stanno già collaborando con diverse scuole della Bundeswehr, insegnando tattiche operative, difesa anti-drone e lezioni apprese sul campo di battaglia.
“L’Europa deve imparare dall’Ucraina”
Per gli ufficiali del reggimento RAID, la cooperazione tra alleati europei e NATO sarà decisiva per affrontare eventuali conflitti futuri.
Secondo Zhluktenko, oggi esistono solo due eserciti realmente preparati a una guerra dominata dai droni: quello ucraino e quello russo.
“Saremo in grado di difendere noi stessi e il nostro continente solo se lavoriamo insieme”, ha dichiarato. “A patto che almeno siate forti quanto lo siamo noi in questo momento.”
Il messaggio rivolto all’Europa è chiaro: la guerra moderna si combatte sempre meno con colonne corazzate e sempre più con sciami di droni, operatori specializzati e capacità di adattamento rapido sul campo.