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Perquisita la sede del Psoe a Madrid per caso Leire Diaz, Sanchez da Roma: "Nulla da nascondere"

La sede dei socialisti in calle Ferraz, a Madrid
La sede dei socialisti nella madrilena calle Ferraz Diritti d'autore  Harvey Kneeslapper, CC BY-SA 4.0
Diritti d'autore Harvey Kneeslapper, CC BY-SA 4.0
Di Javier Iniguez De Onzono & Euronews en español
Pubblicato il
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Un reparto della Guardia Civil ha acquisito documentazioni e materiali nella sede del partito socialista a Madrid per accertare i presunti pagamenti sottobanco dell'ex stratega del Psoe

Agenti della Guardia Civil spagnola si sono presentati mercoledì nella sede centrale del Partito Socialista spagnolo (Psoe) a Madrid, e nelle abitazioni di ex esponenti socialisti e imprenditori nell'ambito di un'inchiesta nota come "caso Leire".

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L'inchiesta dell'Audiencia Nacional, tribunale competente per reati di alto profilo o che coinvolgono le istituzioni, riguarda principalmente Leire Diaz, l'ex militante del Psoe, edè separata dal caso Plus Ultra, relativo al salvataggio finanziario di una compagnia aerea, che sta coinvolgendo l'ex primo ministro, José Luis Zapatero e la sua famiglia.

Le inchieste sul Psoe raggiungono Sanchez in Vaticano

Leire Díez, detenuta nel dicembre 2025 in carcere preventivo e poi rimessa in libertà con misure cautelari, è al centro di presunti pagamenti in nero al partito socialista tra il 2017 e il 2024 per la liquidazione di spese di dirigenti e impiegati.

Indagata per traffico di influenze, era una stratega del partito. Gli inquirenti cercano di capire fino a che punto Díez agisse di propria iniziativa oppure se seguisse ordini del partito o del governo di Madrid.

L'operazione della Guardia Civil ha riguardato la sede del Psoe in Calle Ferraz, quella della Federazione socialista e anche l'abitazione dell'ex vicepresidente della Giunta dell'Andalusia, Gaspar Zarrias, dell'ex segretario di organizzazione del Psoe, Santos Cerdan (già imputato nell'inchiesta Koldo) e dell'imprenditore Javier Perez Dolset, secondo fonti giudiziarie citate dall'agenzia spagnola Efe.

L'operazione è avvenuta mentre il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, era in udienza da Papa Leone XIV in Vaticano.

Si tratta di un'acquisizione di informazioni "non di una perquisizione", ha detto il premier in una conferenza stampa nell'ambasciata spagnola presso la Santa Sede, ma "in caso di irregolarità", il partito stesso "agirà con la stessa determinazione di sempre" contro eventuali membri implicati.

"Siamo un partito che non ha niente da nascondere e siamo pronti a una totale collaborazione con la giustizia", ha aggiunto Sánchez secondo cui "nessuna" delle inchieste in corso che coinvolgono persone a lui vicine "mettono in discussione le azioni del governo".

Su Zapatero, in particolare, il premier spagnolo ha ribadito il suo "sostegno" al predecessore e invitato a "rispettare la presunzione di innocenza".

Alberto Núñez Feijóo, leader dell'opposizione, ha commentato il caso all'ingresso del Congresso, rispondendo alle domande dei media prima della seduta di controllo del mercoledì: "È di una gravità estrema che si commenta da sola".

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