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L’Ucraina accelera sull’adesione all’UE: Kiev chiede l’apertura immediata di tutti i negoziati

Taras Kachka, vicepremier ucraino per l’integrazione europea e euro-atlantica, nello studio di Euronews, 26 maggio 2026.
Taras Kachka, vicepremier ucraino per l'Integrazione europea ed euro-atlantica, nello studio di Euronews, 26 maggio 2026 Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Sasha Vakulina
Pubblicato il
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L'Ucraina è già in ritardo sulla tabella di marcia per l’adesione all’UE, ha detto a Euronews il vice premier per l’integrazione europea ed euro-atlantica, chiedendo di aprire tutti i cluster negoziali già dal prossimo mese

L’Ucraina prova ad accelerare il proprio percorso verso l’ingresso nell’Unione europea e chiede a Bruxelles un passo immediato: aprire già a giugno tutti e sei i cluster negoziali previsti per l’adesione.

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A rilanciare la richiesta è stato il vice primo ministro ucraino per l’Integrazione europea ed euro-atlantica, Taras Kachka, che in un’intervista esclusiva a Euronews ha dichiarato che Kiev considera già completata la fase preparatoria necessaria per avviare formalmente i negoziati.

Riteniamo che tutti e sei i cluster possano essere aperti già a giugno”, ha affermato Kachka. “Secondo la nostra tabella di marcia, siamo già oltre la scadenza”.

La richiesta ucraina arriva dopo che la commissaria europea all’Allargamento, Marta Kos, aveva indicato giugno come possibile data per l’apertura del primo cluster negoziale, con gli altri previsti entro luglio.

Cosa sono i cluster negoziali per l’adesione all’UE

I cluster rappresentano i principali capitoli di riforma che un Paese candidato deve completare per allinearsi agli standard europei. Si va dalla giustizia allo stato di diritto, passando per economia, bilancio e riforme istituzionali.

Ogni pacchetto negoziale richiede il rispetto di parametri precisi e il via libera unanime dei 27 Stati membri dell’Unione europea. Proprio questo meccanismo ha rallentato negli ultimi mesi il percorso dell’Ucraina.

Secondo Kiev, tuttavia, il lavoro tecnico richiesto sarebbe già stato completato. Kachka ha ricordato che tre cluster erano pronti per essere aperti già un anno fa e che Bruxelles, a marzo, aveva riconosciuto informalmente i progressi compiuti dal Paese sul fronte delle riforme interne e del sistema giudiziario.

“Non si tratta di un nuovo inizio”, ha spiegato il vicepremier ucraino. “Il lavoro è già stato fatto”.

Il veto dell’Ungheria frena l’adesione dell’Ucraina all’UE

Il principale ostacolo politico resta l’Ungheria. Budapest e Kiev sono da tempo in tensione per la questione della minoranza ungherese presente nella regione ucraina della Transcarpazia occidentale.

Negli ultimi mesi il governo ungherese ha rallentato il processo di adesione dell’Ucraina all’UE, chiedendo maggiori garanzie sui diritti linguistici e culturali della comunità magiara.

Secondo Kachka, però, il clima starebbe lentamente cambiando. Il ministro ha sottolineato che la ministra degli Esteri ungherese Anita Orban avrebbe assicurato che Budapest “non bloccherà nulla”, aprendo così a un possibile disgelo diplomatico.

Nel frattempo i due Paesi hanno ripreso i colloqui sui diritti delle minoranze, considerati decisivi per sbloccare il primo capitolo negoziale.

Kiev sostiene di aver sempre trattato la comunità ungherese “con pieno rispetto” e si dice pronta anche a modificare ulteriormente la legislazione per garantire stabilità e tutela dei diritti delle minoranze nel lungo periodo.

Kiev respinge l’ipotesi di uno status speciale senza diritto di voto

Parallelamente il governo ucraino continua a respingere con forza qualsiasi ipotesi di adesione parziale o ridotta all’Unione europea.

Kachka ha definito “inaccettabile” la proposta attribuita al cancelliere tedesco Friedrich Merz di concedere all’Ucraina uno status di “membro associato” senza diritto di voto nelle istituzioni europee.

Una posizione già espressa anche dal presidente Volodymyr Zelenskyy, convinto che l’Ucraina debba ottenere una piena adesione all’UE e non una formula intermedia.

“Non esistono alternative a un’adesione rapida, piena e basata sul merito”, ha ribadito Kachka.

L’Ucraina punta a un ingresso rapido nell’Unione europea

Il governo ucraino ritiene che il proprio percorso europeo sia iniziato molti anni fa, ben prima dell’invasione russa, attraverso i negoziati per l’accordo di associazione con Bruxelles.

Per questo Kiev parla apertamente di ritardi politici più che tecnici. Secondo Kachka, molti dei parametri richiesti dall’Unione europea potrebbero essere completati entro pochi mesi.

L’obiettivo dell’Ucraina resta quindi quello di accelerare il più possibile il processo di adesione, sfruttando anche il nuovo clima politico europeo e il sostegno crescente di Bruxelles all’ingresso del Paese nell’UE.

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