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Nuovo sistema di frontiera Ue: code enormi in aeroporto, i tempi EES raddoppiano

I dati mostrano che l’EES ha provocato disagi in numerosi aeroporti europei.
I dati mostrano che l'EES ha provocato caos in numerosi aeroporti in tutta Europa Diritti d'autore  JESHOOTS.COM/Unsplash
Diritti d'autore JESHOOTS.COM/Unsplash
Di Saskia O'Donoghue
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Il nuovo sistema biometrico di frontiera dell’UE sta provocando attese fino a due ore nei principali aeroporti, con Francoforte, Amsterdam e Monaco tra gli scali che segnalano i ritardi maggiori.

Il nuovo sistema di frontiera europeo sta trasformando i controlli passaporti in un vero incubo. Nelle ore di punta, in alcuni degli aeroporti più trafficati del continente, le code in certi casi sono raddoppiate.

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Nuovi dati mostrano che i tempi di attesa sono raddoppiati in grandi hub come Francoforte, Amsterdam e Monaco, mentre il sistema Entry/Exit (EES) fatica a gestire l’enorme numero di passeggeri non UE in transito.

I dati indicano che il sistema biometrico EES, che obbliga i viaggiatori non appartenenti all’UE a registrare impronte digitali e scansioni facciali, ha fatto impennare le code e ha già costretto diversi passeggeri a perdere i voli.

Lo studio del quotidiano britannico the Financial Times (fonte in inglese) e del gruppo di analisi dei viaggi Qsensor mostra che a Francoforte, a luglio, il tempo medio di attesa ha raggiunto i 120 minuti, rispetto ai 60 minuti dello stesso mese dell’anno scorso.

All’aeroporto di Monaco l’attesa arriva a 60 minuti, contro i 31 dello scorso anno e, ad Amsterdam, i tempi massimi sono schizzati da 80 a 120 minuti nello stesso periodo.

Se questi numeri sono già impressionanti, è soprattutto l’imprevedibilità a rendere la situazione così difficile.

Nei momenti di punta le code possono arrivare fino a due ore. Al di fuori delle fasce più trafficate i tempi di attesa sono molto più brevi.

Da quando il sistema è stato completamente attivato, il 10 aprile, tutti i viaggiatori provenienti da Paesi non UE devono scansionare il passaporto ed effettuare una scansione facciale. Al primo ingresso devono anche registrare le impronte digitali.

In pratica, a causa dei problemi tecnici del sistema, molti passeggeri hanno dovuto fornire le impronte in più di un viaggio.

I chioschi EES funzionano a singhiozzo e i viaggiatori hanno bisogno di molta più assistenza rispetto a quanto inizialmente previsto dagli operatori.

Il caos ha suscitato critiche in tutto il settore dei viaggi.

Il numero uno di Ryanair, Michael O’Leary, ha stroncato il sistema, definendolo "progettato male".

"Solo gli europei potrebbero inventare schifezze del genere", ha dichiarato a luglio, riferendosi al fatto che la sua compagnia aveva registrato lunghe code in circa 15 aeroporti del continente.

Alcuni aeroporti hanno deciso di disattivare temporaneamente parte dei controlli EES, ad esempio sospendendo la raccolta delle impronte digitali nelle ore di punta, per alleggerire la pressione su passeggeri e personale.

In teoria però questa misura dovrebbe terminare a settembre, motivo per cui otto Stati membri dell’UE e la Svizzera hanno chiesto alla Commissione europea di prorogarla.

In una nota, la Commissione ha fatto sapere che sta valutando la possibilità di continuare con questa prassi.

Un portavoce ha dichiarato: "Per il periodo dopo l’estate siamo in contatto stretto e costruttivo con quei pochi Stati membri in cui si registrano criticità in alcuni valichi di frontiera".

Ha aggiunto che l’EES non sta causando disagi ovunque, che la registrazione richiede in media 70 secondi e che, nella maggior parte dei casi, l’impatto sui viaggiatori non UE è stato limitato.

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